Principale Cultura & Società Donne sommerse in arte e successi

Donne sommerse in arte e successi

Donne sommerse in arte e successi

di Federica Anelli (5^A classico Liceo Moscati di Grottaglie)

Sono escluse dai libri di storia dell’arte, minoranza in quelli di letteratura, e anche nelle scienze il loro nome è un taboo: donne che hanno segnato la storia e che la storia sembra aver dimenticato. Donne immerse (o “sommerse”) in una società che è stata, e che è ancora, di impianto fortemente androcentrico, che ha silenziato le loro voci e temuto la loro genialità.

C’è androcentrismo nella storia dell’arte, rimasta a lungo ad esclusivo appannaggio degli uomini, lasciando le cosidette artiste donna (anche lo stesso termine di artista femminile è apparso molto tardi) ad essere o poco considerate o, addirittura, emarginate, ridotte ad “outsiders”.
La situazione non cambia se si passa alla letteratura, quando scrittrici di ogni epoca affermano di trovarsi in difficoltà nell’inserirsi in una tradizione prettamente maschile, e di dover ricorrere a pseudonimi pur di poter essere pubblicate. E quando ancora oggi viene annunciato che una donna, un astronauta, passerà sei mesi in una missione nello spazio e subito questa inizia ad essere criticata per la sua scelta in quanto madre, in quanto moglie, allora si vede che anche nell’ambito scientifico la donna è stata ed è tuttora vittima di discriminazioni e soggetta a doppi standard.
Questa non è parità. Non è quella “pari dignità sociale” di cui si parla nell’articolo 3 della nostra Costituzione. È una realtà non inclusiva. È un passato di nomi non detti, nomi di donne forti, intelligenti, che lottando segretamente per loro stesse hanno lottato per tutte noi. La loro eco è il nostro urlo.

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