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Le noci fanno male?

Introdurre le noci nella nostra alimentazione apporta molti benefici ma fate attenzione a quante ne mangiate. Ecco perché.

Riguardo al regolare consumo di frutta secca, una frase che ci viene ripetuta spesso è quella di mangiare 3 noci al giorno. Ma perché solo 3? Le noci fanno forse male? In medio stat virtus dicevano i latini. Questo è quello che potremmo probabilmente affermare anche sulle noci la cui assunzione, a fronte dei numerosi benefici, può causare anche alcune controindicazioni. Vediamo insieme quali sono.

Da sempre, le noci sono osannate per il loro apporto di fibre utili al benessere intestinaledi vitamine e di micronutrienti dall’effetto antinfiammatorio e antiossidante, anche in grado di ridurre sensibilmente i livelli di colesterolo cattivo (LdL), prevenendo così alcuni rischi cardiovascolari. Ma questo non è tutto. Anche la presenza dell’acido linoleico, un acido essenziale appartenente alla famiglia degli Omega-6, è un’altra caratteristica da non sottovalutare. In merito a quest’ultimo, però, bisogna tenere a mente che un’alimentazione equilibrata prevede un rapporto specifico tra omega 6 e acidi omega 3; per evitare di sbilanciare questo rapporto, occorre integrare nella vostra dieta 2-3 porzioni di pesce azzurro a settimana. In aggiunta, le noci sarebbero utili alleate anche contro la sindrome metabolica, nella gestione del diabete di tipo 2, nella prevenzione di alcune forme tumorali e favorirebbero sia una buona memoria sia un buon sonno.  Secondo i ricercatori della San Diego School of Medicine aiuterebbero addirittura a tornare in forma.

Tuttavia, nonostante tutti i benefici elencati, non bisogna perdere di vista le calorie: 100 grammi di noci ne apportano ben 689, per cui è fondamentale assumerle nell’ambito della dieta giornaliera con moderazione. Mangiare noci, inoltre, è controindicato in soggetti affetti da malattie epaticheulcera duodenale e calcoli renali, oltre che in individui soggetti a herpes, a causa della presenza di arginina che può scatenarne la comparsa. Infine, il loro consumo deve essere moderato nei soggetti ipersensibili, nei quali potrebbero innescarsi reazioni allergiche.

Fonte grodolce.it/

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