Principale Economia & Finanza Il sistema bancario Swift è in mano alla Cia

Il sistema bancario Swift è in mano alla Cia

A protester holds a placard reading “No SWIFT for Russia” during a rally against Russia’s invasion of Ukraine on February 26, 2022, in Frankfurt am Main, western Germany. (Photo by Yann Schreiber / AFP)

La questione che ovviamente non è stata minimamente riportata – e per ovvie ragioni – dall’informazione europea, prende le mosse dalla richiesta di due senatori statunitensi, entrambi membri della Commissione di sorveglianza dell’intelligence del Senato, a cui è stata negata l’esistenza di questo programma di screening profondo delle transazioni europee per cinque anni.

Una volta venuti a conoscenza della cosa la loro preoccupazione è stata che anche i dati dei cittadini americani potessero essere finiti negli archivi della Cia, agenzia che per statuto non dovrebbe agire all’interno del territorio Usa, cosa che peraltro era stata in qualche modo oggetto di polemica nei mesi successivi all’11 settembre quando la Cia comincio lo screening delle transazioni bancarie anche americane.

Ma ciò che è ancora più grave è che Europol ha consegnato tutte le transazioni, comprese quelle dei Paesi terzi e dei vari trasferimenti di denaro nell’area Ue: dunque si è trattato di uno spionaggio praticamente globale che riguarda anche tutti i Paesi che hanno rapporti con l’Europa, dunque anche la Russia.  D’altro canto la Cia nemmeno smentisce di aver utilizzato questi dati solo in funzione anti terroristica, ma anche per molti altri scopi non ben specificati e dunque altamente sospetti-

Ora però c’è il fatto che tutto questo è avvenuto in completa violazione del trattato di commercio TFTP dell’Europa con gli Stati Uniti. Questa situazione a dir poco anomala era stata fatta presente dall’ufficio viennese della commissione Ue, ma tre giorni prona che la Russia iniziasse la sua operazione in Ucraina la Commissione, in collaborazione con la Presidenza francese del Consiglio europeo, cioè di Macron, ha imposto nuovi ampi poteri di sorveglianza nel regolamento Europol e così il data minig dei dati di Swift è diventato legale, così come – per proprietà transitiva – è diventato legale che i servizi segreti americani conoscano tutte le transazioni finanziarie europee e diano dunque all’amministrazione di Washington ampie possibilità di intervento.

E’ fin troppo ovvio che tutto questo nasce dalla volontà precisa delle istituzioni europee di vendersi completamente a Washington, dove magari si conoscono molto bene, grazie a i dati di Swift, le “debolezze” dei decisori  e li può ricattare a vita. Beata la Russia che finalmente non ha più a che fare con questo ambiente criminale e appare in tutta la sua sconcertante insensatezza la piccola folla di imbecilli che invocavano l’esclusione di mosca da Swift, senza sapere che è è il loro grande fratello. Questa è la vera carne da cannone mediatico.

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