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Le accuse reciproche di Kiev e Mosca per l’incendio di uno storico monastero

Svyatogorsk Lavra si trova sulle sponde del fiume Severskij Donec nell’Est dell’Ucraina. Zelensky: “Ai russi non importa cosa trasformano in rovine”. Il Cremlino: “Appiccato dai nazionalisti ucraini”.

Monastero in fiamme
Mosca e Kiev si accusano reciprocamente del rogo che ha colpito danneggiandolo in modo significativo lo storico monastero ortodosso Svyatogorsk Lavra, sulle sponde del fiume Severskij Donec nell’Est dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky, su Telegram, ha accusato Mosca di aver colpito deliberatamente il luogo di culto, a suo dire ormai “distrutto”.
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Secondo quanto riferito dal leader di Kiev, già in settimana le truppe di Mosca avevano colpito con l’artiglieria le celle dei monaci uccidendo quattro persone.

Gli occupanti sanno esattamente che oggetto viene bombardato“, ha denunciato Zelensky, “sanno che sul territorio di Svyatogorsk Lavra non ci sono obiettivo militari”.

“Come per il resto dell’Ucraina”, ha tuonato il presidente, “ai russi non importa cosa trasformano in rovine”. L’episodio è stato occasione per Zelensky di chiedere di nuovo l’espulsione della Russia dall’Unesco, perché “Stato terrorista”.

Dal canto suo, il ministero della Difesa di Mosca ha respinto le accuse affermando che il rogo al monastero – completamente di legno – è stato appiccato dai “nazionalisti ucraini che si ritiravano dalla città di Svyatogorsk, nella Repubblica popolare di Donetsk”.

L’esercito russo ha dichiarato di non condurre operazioni di combattimento nella regione di Svyatogorsk e per l’accaduto ha puntato il dritto direttamente contro “la 79esima brigata d’assalto aviotrasportata delle forze armate ucraine”.

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