Principale Cronaca Processo Depp-Heard: gli stereotipi silenziati

Processo Depp-Heard: gli stereotipi silenziati

Processo Depp-Heard: gli stereotipi silenziati
di Rita Lazzaro
“Dopo sei anni, la giuria mi ha ridato la vita: sono davvero onorato”, così il commento dell’attore Johnny Depp, dopo il verdetto del tribunale di Fairfax in Virginia, che gli ha dato ragione nella causa per diffamazione intentata alla ex moglie Amber Heard.
Johnny Depp ha vinto contro Amber Heard: è stato diffamato dalla ex. Risarcimento da 15 ml di dollari. La giuria riconosce l’attacco della ex moglie attraverso l’articolo pubblicato dal Washington Post, ma anche l’attore dovrà pagare due milioni.
“Sono profondamente commosso”, ha scritto la star 58enne su Instagram: “Dall’inizio di questa vicenda il mio obiettivo è stato quello di portare alla luce la verità, a prescindere dall’esito”, ha aggiunto Depp.
“La giuria mi ha ridato la vita.”
Parole forti, che dimostrano come le false accuse uccidano più della spada.
Sì, perché se si tocca l’immagine di una persona infangandola, automaticamente si lede la sua dignità e di conseguenza la vita di quell’essere umano.
Ma quanti Jonny Depp abbiamo?
Quanti uomini, ad esempio, sono vittime di false accuse da parte della ex moglie o compagna e addirittura madre dei loro stessi figli?
A tal proposito, basti ricordare i circa 2 milioni di padri separati vittime di false accuse.
Il caso Depp\Heard è stato ridotto a una telenovela venuta male, tra accuse infamanti e vicende personali, per non dire intime, che dovrebbero restare tra le mura domestiche anziché essere spiattellate al mondo.
Ed ecco che allora, si è persa un’altra occasione per parlare di una piaga umana e sociale spesso silenziata: la violenza sugli uomini, ancora ricca di tanti, troppi stereotipi.
Dal maschio bianco ed etero marchiato come violento, all’uomo bianco che non sarà creduto, qualora dovesse denunciare la violenza subita da una donna.
“Dillo al mondo Johnny. Diglielo. Di:” Io Johnny Depp, un uomo, sono vittima di violenza domestica.” Dillo, e vediamo quante persone ti crederanno o saranno dalla tua parte.”
Quanti Depp ci sono?
Direi tanti, troppi, precisamente lo riportano i dati, come sempre:
“Sono 3 milioni 574 mila gli uomini che hanno subito molestie di questo tipo almeno una volta nella vita, 1 milione 274 mila negli ultimi 3 anni (l’indagine si riferisce al periodo 2015-2016). Un dato inferiore a quello relativo alle donne, ma pur sempre esistente.
L’Istat, in ogni caso, chiarisce anche che «gli autori delle molestie a sfondo sessuale risultano in larga prevalenza uomini: lo sono per il 97% delle vittime donne e per l’85,4% delle vittime uomini”.
Da ricordare altresì che:
nel 2012 l’Università di Siena, ha rilevato una proiezione statistica allarmante con ben 5 milioni di uomini vittime degli stessi tipi di violenza che subiscono le donne; per di più durante il lockdown, in Germania, si è verificato un vero e proprio boom di uomini vittime di violenza domestica.
Il numero verde attivato in due regioni del Paese ha ricevuto infatti, quasi 2mila chiamate in un anno.
Secondo il ministro per gli Affari sociali e l’integrazione del Baden-Württemberg, Manne Luch, la violenza di qualsiasi tipo “deve essere resa pubblicamente visibile”, sostenendo che quella contro gli uomini “è ancora un tabù”. Anche Ina Scharrenbach, ministro per le Pari opportunità del Nord Reno-Westfalia ha dichiarato guerra al tabù sulla violenza contro gli uomini, invitando a “denunciare la violenza contro gli uomini tanto apertamente quanto quella contro le donne”.
Ebbene, in una società sempre in lotta contro gli stereotipi, le disuguaglianze e ogni forma di discriminazione, sono ancora vigenti i cosidetti tabù che marchiano tanto l’universo in rosa quanto quello maschile.
Solo che, a quanto pare, certi stereotipi godono di un certo megafono, mentre altri fuoriescono a seconda che la vittima sia attore o meno.
A quanto pare qualcosa non torna:
ipocrisia o ignoranza?

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