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Secondo i filorussi il reporter francese ucciso era un “mercenario”. La madre: “Nauseata”

I filorussi sostengono che Frédéric Leclerc-Imhoff era un volontario. “Cercate di infangarne la memoria ma un giorno renderete conto di tutto”.

© Telegram –  Frèdèric Leclerc-Imhoff

AGI – Il giornalista francese Frédéric Leclerc-Imhoff ucciso durante un reportage sull’evacuazione di civili dalla zona di Severodonetsk, nell’Est dell’Ucraina, era in realtà “un mercenario che consegnava armi”. E’ questa la versione dei fatti sostenuta da un ufficiale della milizia popolare della Repubblica autoproclamata di Lugansk, nel Donbass, che in dichiarazioni rilasciate all’agenza stampa ufficiale russa Tass ha contestato le ricostruzioni ufficiali finora diffuse sulla morte del fotoreporter dell’emittente Bfmtv.

“Non si è presentato come giornalista soltanto. Anche i media ucraini dicono che era un volontario. Quindi non escludiamo che possa essere stato impegnato in consegne d’armi e munizioni alle forze armate ucraine” ha aggiunto l’ufficiale separatista pro-russo, la cui identità non è stata resa nota.

“Non lo qualificherei come un giornalista visto che le sue attività erano probabilmente di un altro tipo. E’ assolutamente chiaro che fosse complice delle forze di estrema destra ucraine” ha detto la stessa fonte, che ha continuato: “Abbiamo già visto come i volontari forniscano munizioni alle truppe ucraine, utilizzate per uccidere dei civili”. Se un’altra versione dei fatti è stata diffusa dalle autorità di Kiev, ha concluso l’ufficiale separatista del Lugansk, “è per cercare di mettere in evidenza questa vicenda per aizzare la comunità internazionale e metterci in cattiva luce, accusandoci di uccidere dei giornalisti”.

Dopo queste dichiarazioni, l’agenzia Tass ha diffuso altri due lanci, definendo “poco probabile che il cittadino francese morto lunedì sul territorio della Repubblica popolare di Lugansk controllato da Kiev fosse legato al giornalismo”. Nel secondo dispaccio la stessa fonte ha aggiunto che “era accreditato dalle forze armate ucraine e non portava alcun distintivo che lo individuava chiaramente come giornalista”, citando Leonard Svidovsky, a capo dell’Unione dei giornalisti della Repubblica popolare di Lugansk. “La sua tessera stampa era stata rilasciata dalle forze armate ucraine” ha concluso la Tass.

Poco dopo l’annuncio della morte del giornalista su Twitter da parte del presidente Emmanuel Macron, l’emittente Bfmtv ha precisato che “Frédéric è stato colpito da un scheggia di granata al collo mentre seguiva un’operazione umanitaria”.

 

 

Il ministro degli Esteri, Catherine Colonna, che era in visita a Kiev al momento dell’uccisione del reporter francese, ha condannato il “doppio crimine contro un convoglio umanitario e un giornalista”.

 

 

Su Twitter il capo della diplomazia francese ha riferito che “è stato ucciso da un bombardamento russo nel corso di un’operazione umanitaria mentre esercitava il suo dovere di informare”. Per il giornalista 32enne, che da sei anni lavorava per la nota emittente francese, questa era la seconda missione in Ucraina per coprire la guerra. La sezione crimini contro l’umanità e crimini di guerra della Procura nazionale antiterrorista ha aperto un’inchiesta sulla morte di Frédéric Leclerc-Imhoff e sulle ferite al collega, Maxime Brandstaetter, con lui al momento dell’attacco.

La madre: “Sono nauseata, renderanno conto un giorno”

La madre di Frédéric Leclerc-Imhoff, giornalista dell’emittente francese Bfmtv ucciso in Ucraina dall’esercito russo, ha risposto con un comunicato a un leader separatista della Repubblica popolare di Lugansk che tramite l’agenzia di stampa Tass ha definito il reporter un “mercenario impegnato nella consegna di armi alle forze armate”, dicendosi “nauseata” da quanto letto.

Voi cercate vigliaccamente di scagionarvi, ma sappiate che non riuscirete mai a infangare la sua memoria.

Tutti qui conoscono il suo impegno professionale e personale per la democrazia, per il rispetto umano e soprattutto per un’informazione libera, imparziale e onesta, tutte nozioni che sembrano ben lontane da ciò che vi anima”, ha continuato la donna, rivolgendosi poi ai parenti delle vittime della guerra in corso.

“Oggi il mio pensiero va a tutte le madri ucraine che piangono i loro figli, a tutti i bambini ucraini che piangono i loro genitori e a tutte le madri russe che hanno visto partire i loro giovani soldati troppo presto, che non li vedranno più e che si chiedono perché. Almeno io, nonostante il dolore, so perché mio figlio è morto. Un giorno, i veri responsabili di questa assurdità criminale dovranno rendere conto di quanto fatto”, ha concluso la madre del giornalista

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