Principale Arte, Cultura & Società Neofascisti e neofascismo politicamente corretto: Riflessioni con Mussolini

Neofascisti e neofascismo politicamente corretto: Riflessioni con Mussolini

Neofascisti e neofascismo politicamente corretto: Riflessioni con Mussolini
di Rita Lazzaro
Oggi, 28 maggio a Roma, Casapound avrebbe dovuto manifestare con un corteo contro il governo Draghi e invece, si dovrà limitare a un sit-in sotto la sede.
“Non eravamo mai arrivati a questo punto. È vero, abbiamo subito la censura sui social network, abbiamo subito processi farsa e mille ingiustizie, ma mai ci era stata vietata una manifestazione esclusivamente per volontà e pressioni politiche. Perché le motivazioni usate dalla Questura di Roma sulla notifica del divieto sono una barzelletta e potremmo smontarle pezzo per pezzo (e lo faremo). La realtà è che dal segretario del Pd Letta a Fiano, dalla Boldrini a tutta una serie di deputati che rappresentano l’anima del governo Draghi è arrivata la richiesta pubblica di vietare una manifestazione proprio contro il governo di cui fanno parte e ciò è accaduto contro ogni logica e decenza.
Ora, non prendere posizione, non capire la gravità di tutto questo, la deriva che si sta prendendo e il precedente pericoloso, che calpesta ogni diritto e libertà di espressione, rappresentato da questa vicenda, vuol dire accettare consapevolmente che a breve supereremo il punto di non ritorno. E quelli che oggi mettono la testa sotto la sabbia ne saranno anch’essi responsabili perché oggi tocca a noi, presto a tutti coloro che non saranno allineati al pensiero unico.”
Estratto della lettera di Luca Marsella, dirigente di CasaPound Italia, in risposta al divieto della Questura di manifestare contro il governo Draghi.
Divieto che fa riflettere e non poco, visto che la nostra Costituzione “antifascista” parla chiaro a riguardo. Basti pensare infatti agli artt. 17 e 18 in cui sono espressamente riconosciute: la libertà di riunione e associazioni.
Ma da ricordare altresì l’Art. 21 della Costituzione che prevede a chiare lettere la libertà di pensiero, parola e stampa.
Di tutto questo e tanto altro ne parleremo con Caio Mussolini in “Riflessioni con Mussolini”.
1) Cosa pensa della situazione che si è venuta a creare? A suo avviso, si raggiungerà il punto di non ritorno o c’è ancora speranza di salvare il salvabile?
“Indipendentemente da ogni orientamento politico, tutti dovrebbero stigmatizzare questo divieto”.
Luca Marsella parla anche di “provocazione”: vietare il corteo di CasaPound e autorizzare nello stesso giorno una manifestazione di Anpi e centri sociali a poche centinaia di metri dalla sua stessa sede.
Oltre al danno la beffa, visto che, oltre a violare la libertà di manifestazione sancita costituzionalmente, si vìola altresì un altro principio sempre costituzionalmente riconosciuto quello dell’uguaglianza. È un precedente pericoloso.
2) Dottor Mussolini, si può definire democratico uno Stato in cui certe ” pressioni politiche” vietano il diritto di manifestare?
“Mi pare che lo Stato di diritto, in questi ultimi mesi, sia stato calpestato più volte. Basti pensare alla repressione dei portuali di Trieste, al daspo a Puzzer, o il TSO allo studente che non voleva indossare la mascherina a scuola.
La democrazia viene usata a convenienza. Spero che presto si possa tornare al rispetto di tutti i diritti dei cittadini”.
3) A questo punto verrebbe da chiedersi chi sia il vero fascista: chi si dichiara neofascista o chi si dichiara democratico e preclude al neofascista di esercitare un diritto che gli spetta di diritto?
“Purtroppo il termine fascista viene usato a sproposito da almeno 80 anni. Ne parlava già Croce nel 1944. Gli ultimi “fascisti” hanno più di 95 anni almeno, e il fascismo è morto con il Duce.
Come anche quello di antifascista. In assenza di fascismo è l’unico collante di certa sinistra che non ha più un progetto politico, valori, idee e che vive lontano dalle esigenze dei lavoratori, di quelli che li hanno votati per tanti decenni.
Per la sinistra, in teoria, i diritti dovrebbero valere per tutti ma c’è sempre il maiale che è più uguale degli altri animali”.

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