Principale Cultura & Società Formazione & Scuola Più soldi alle armi e pochi alla scuola: scioperare è il minimo!

Più soldi alle armi e pochi alla scuola: scioperare è il minimo!

Dario Patruno

In un articolo su L’Indipendente Valeria Casolaro in un articolo del 25 novembre 2021 riferiva che esiste un aumento del budget annuo di 1,35 miliardi per il 2022, la gran parte dei quali destinati allo Stato Maggiore per l’acquisto di nuovi armamenti. Mentre il Governo Draghi smonta pezzi di stato sociale per rispettare i limiti di spesa, se c’è una voce che non subisce crisi è proprio quella dei fondi per il ministero della Difesa, che arrivano a toccare i 26,49 miliardi di euro complessivi.

Nella Legge di Bilancio 2022 per la scuola è stato stanziato un fondo strutturale che a partire dal 2022 ammonta a 260 milioni per la valorizzazione della professione docente. Vi sarà poi 1 miliardo e 300 milioni da investire nella professionalità degli insegnanti.

Ma dove viviamo e quali condizione di sopravvivenza offriamo a docenti e dirigenti? O ce ne freghiamo?  I ministri e sottosegretari non devono fare passerelle nelle scuole ma verificare le reali condizioni di vivibilità perché quando affermiamo che la scuola non solo informa ma forma, ci dobbiamo chiedere, come? Nessuno si è posto il problema che la denatalità deve far riflettere sulla necessità di mettere mano alla soluzione delle classi pollaio che arrivano a trenta studenti per classe.  E’ ora che i sindacati si sveglino e lo sciopero di lunedì spero sia il primo atto di coraggio di iniziative che portino il Governo a mettere mano a risolvere i problemi, non ultimo la svolta sul precariato con percorsi abilitanti che premino chi ha già dato prova sul campo di saper insegnare.

Val la pena ricordare le tre motivazioni dello sciopero:

  •     lo stralcio completo delle disposizioni di legge che incidono sulla libera contrattazione
  •     l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale
  •     la stabilizzazione del personale precario che viene enormemente penalizzato dalle nuove regole.

Ma quanti sono i precari della scuola, docenti e ATA? Stando a dati raccolti dal sindacato Anief sono 914.839 i docenti precari e 265.212 i precari ATA. In totale, dunque, sono 1.180.351 i precari. Quando lo Stato pensa di stabilizzarli o il precariato serve a creare un bacino per ogni tornata elettorale?

“Esserci per cambiare” ha detto questa mattina Draghi al congresso della CISL e quindi si proceda, si metta mano perché la misura è colma.

Nel comunicato delle sigle sindacali si afferma “Resta ferma la possibilità di intraprendere successivamente ulteriori iniziative di mobilitazione e sciopero, che potranno anche coinvolgere gli adempimenti di fine anno”.

La mediazione, quella che è mancata nel conflitto che oppone Russia e Ucraina, dovrà prevalere prima che la rabbia sociale esploda, la misura è colma!

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