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L’European Crowdfunding Festival come segno di innovazione sociale e partecipazione studentesca al cambiamento

European Crowdfunding Festival
European Crowdfunding Festival

di Anna Materi

“Bisogna allenare le risorse emotive e le competenze, sviluppare quella cultura dell’intelligenza emotiva che è incontro tra cultura del dono ed intelligenza emotiva”, queste le parole di Manuel Caviglia, responsabile Education & Life di Six Seconds Italia.

A conclusione della terza edizione dell’European Crowdfunding Festival, svoltasi all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, mi è d’obbligo tirar le somme, capire quanto sia stato proficuo produrre un evento di tale portata nella città di Bari, all’interno dell’ambiente universitario che ha visto coinvolti decine di relatori e partecipanti, sia in loco che online.

Durante il Festival questa comunità si è incontrata, ha proposto e illustrato in presenza iniziative “in fieri” degli studenti e delle studentesse della città. Il Crowdfunding, declinato nelle sue molteplici operatività, ci aiuta a realizzare innovazione sociale così come ci hanno illustrato i relatori.

Massimo Ciaglia, sturtup coach & mentor, ci racconta: “Per produrre un progetto di utilità sociale è necessario sviluppare una strategia che ci permetta di interagire con la community per poter intercettare i possibili sostenitori”. Anche Elena Sodano, presidente associazione RaGi ci dice: “L’innovazione sociale nasce grazie dallo scambio di conoscenze, quando i talenti producono un progetto di utilità sociale. Dobbiamo poter pensare ad un futuro permeato di economia sociale, non solo finanziaria”.

L’utilità sociale è il fil rouge che accompagna tutto il Festival. Rosa Porro, Ceo del Festival, ci racconta che per creare un progetto di Crowdfunding si procede per passi: “Il primo step è creare una community che sia sensibile alle intenzioni progettuali, che possa produrre un insieme di idee e di confronti e procedere al passo successivo. Il secondo passo infatti è creare una “rete” fra scuola ed università, una rete fra gli stakeholder. Questa rete non è una struttura fissa e predeterminata ma flessibile adeguandosi alle necessità della community. Come successivo passo si produce il progetto, che sarà quindi il frutto risultante dall’incontro di più attori che operano in modo attivo, come proponenti e non come fruitori passivi”.

Angelo Rindone, Ceo Produzioni dal basso, ci ricorda che “i progetti di innovazione sociale devono essere ideati, analizzati, progettati appunto dalle persone che devono sentirsi protagonisti del cambiamento”.

Non può essere diversamente da così!

Il Festival infatti ci ha illustrato i motivi per i quali produrre innovazione sociale, laddove l’Open Innovation ci permette di intercettare innovazione che arriva dall’esterno della stessa community in uno scambio di competenze che attraversano la cultura del dono, che incontrano l’intelligenza emotiva, e che fanno anche parlare i nuovi protagonisti della scena sociale: gli studenti e le studentesse, che vedono infine coinvolti gli stakeholder come proponenti e fruitori al tempo stesso.

Infatti non si produce innovazione sociale se non si sta insieme; questo me lo hanno insegnato gli studenti e le studentesse che hanno proposto le loro idee con una competenza e compostezza che mi ha emozionata e lasciata senza parole. Il tessuto cittadino da sviluppare attraversa le trame che questi giovani individui vogliono tessere, i fili che vorranno incrociare nelle loro vite per produrre quel mosaico di idee che sarà frutto del loro impegno e della loro determinazione.

L’European Crowdfunding Festival si è concluso, ma da qui si parte. Si parte veleggiando verso nuovi mari, attraversando ponti di incontri e scambi, consapevoli che la partecipazione fa la differenza, anzi è la somma fra la volontà di cambiamento e l’ascolto dell’altro.

Siamo consapevoli che si migliora solo se si cresce, in silenzio e lavorando sodo. L’anno prossimo ci aspettano nuove sfide da affrontare.

Noi aspettiamo voi per affrontarle insieme.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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