Principale Cultura & Società Affido culturale: umanità o classismo?

Affido culturale: umanità o classismo?

Affido culturale: umanità o classismo?
di Rita Lazzaro
Art 315 bis cc:
“ll figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti”. Disposizione non per nulla riportata nel Titolo IX; Libro Primo del Codice Civile: “Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio”.
Rapporto genitore – figlio che deve essere altresì e soprattutto salvaguardato a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio ovvero all’esito di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio. Non per nulla l’articolo 337 ter cc, la cui rubrica parla appunto dei “Provvedimenti del figlio” prevede che: “Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”
Da ricordare altresì quanto è espressamente previsto nell’art 1 della legge 184\83:
1. Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito
della propria famiglia.
2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente
la ((responsabilita’)) genitoriale non possono essere di ostacolo
all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine, a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e
di aiuto.
Occhio al terzo punto ossia:
3. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle
proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e di consentire al minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia.
Perchè si deve far particolare attenzione al terzo punto?
Perchè “forse forse” è quello che evidenzia la stonatura o semplicemente la vergogna firmata PD?
Già, quella sinistra nata coi e per gli ultimi, quella sinistra a fianco dei lavoratori e pronta a tendere la mano agli indigenti.
Ma è davvero così?
Facciamo parlare i fatti, come sempre:
Si parla di “affido culturale” contro la “povertà educativa”
In cosa consiste questo nuovo “istituto”?
Semplice: “accompagnare un minore ad attività inerenti la sfera culturale, come appunto cinema, teatri o ancora musei”.
E chi lo accompagnerà?
La madre? Il padre? Entrambi? I nonni?
Ma anche no..
Altrimenti che affido sarebbe..
In sintesi: una persona single, un genitore, una coppia che frequenta abitualmente luoghi di cultura o ci porta figli o nipoti – a teatro, in libreria, al cinema, in biblioteca, nei musei – potrà organizzarsi con un’altra famiglia con bambini, famiglia che di solito non frequenta questi luoghi per cause diverse, che vanno dall’indigenza al troppo lavoro per “mandare avanti l’intera baracca” o ai troppi figli da accudire.
Le modalità di partecipazione sono diverse a seconda della città: a Roma se ne occupa la Casa dello Spettatore, a Napoli Con la mano sul cuore, a Bari la Fondazione SAT e a Modena PopBrains.
Dopo aver fatto conoscenza, le famiglie potranno accordarsi per fare un’uscita insieme.
Consecutio:
L’affido culturale è un progetto per contrastare la povertà culturale tra i minori e rendere luoghi come il cinema, le librerie, i musei e i teatri posti più inclusivi.
Ma quanta umanità, quanta solidarietà, quanti cuori grandi e anime candide in questa Italia 2022.
Già … quell’ Italia sinistra, che tanto ricorda quanto accadeva qualche secolo fa ai figli delle famiglie indigenti, i quali venivano affidati a terzi o a parenti agiati. Ricorda anche qualche scena da film ambientato tra il 700\800, in cui i bambini meno fortunati venivano baciati dalla fortuna qualora fossero entrati nelle grazie o simpatia del principino di turno.
Già… peccato che adesso siamo nel 2022, siamo in uno Stato di diritto, siamo in uno Stato in cui le disuguaglianze sociali non devono essere messe in evidenza, rimarcate, fatte pesare, soprattutto ai più piccoli, a quei piccoli che hanno il sacrosanto diritto di vivere con mamma e papà.
Quei piccoli che hanno il sacrosanto diritto di costruire ricordi coi loro genitori, di vivere nella e con la LORO famiglia.
E’ un diritto sacrosanto perché la presenza dei genitori è sacrosanta
E perchè lo è ?
Perchè è unica, è insostituibile, è irripetibile, proprio come i ricordi che i figli costruiscono coi LORO genitori
La vera ricchezza è questa, è proprio questa:
far sì che i figli, una volta diventati adulti, una volta diventati donne, uomini, madri, padri, portino con loro la ricchezza più grande che un essere umano possa mai avere: i ricordi di infanzia.
Quelli che ti formano, ti insegnano, ti fanno crescere tra l’abbraccio e il rimprovero di un padre, la carezza e la punizione di una madre.
Quelle carezze e quei rimproveri, che ti accompagneranno per tutta la vita e che, alla fine, saranno il tesoro più prezioso che un bambino ormai adulto custodirà per sempre.
E’ questa la vera ricchezza ed è per questo motivo, che lo Stato la deve tutelare, salvaguardare, curare, come un fiore che spetta solo di sbocciare e che nessun assessorato, nessuna circoscrizione, nessun single o famiglia agiata, che si può permettere luoghi di cultura, potrà mai sostituire.
Nessuno, nè ora nè mai.
E allora… qual è l’alternativa a questo ennesimo attacco alla famiglia, a questo ennesimo scempio culturale, che si cerca di rendere gradevole col classico nomignolo barocco: pomposo fuori e miserrimo dentro?
A questa e ad altre domande risponderanno l’onorevole Montaruli, deputato di FdI e Luca Maggia, consigliere comunale (FdI), i quali hanno denunciato questo salto di inciviltà.
1)Onorevole, lei ha definito l’affido culturale scandaloso, puntando il dito contro l’ ordine del giorno approvato dal PD che, infatti, promuove proprio questa nuova tipologia di affido “a sfondo culturale”. Perchè, a suo parere, è un provvedimento scandaloso e cosa si dovrebbe fare invece, per risolvere questa piaga socioculturale che colpisce le famiglie indigenti?
FdI ha delle proposte, progetti, delle iniziative a riguardo?
“Povero non significa ignorante e perché la cd povertà culturale certamente va combattuta ma nel sostegno dell’integrità della famiglia cacciando ogni tentativo di disintegrazione del nucleo. La famiglia va aiutata nel proprio complesso ed e’ questa la proposta di FdI: potenziamento della scuola e personale qualificato nei luoghi della cultura per chi ne fa accesso, senza ulteriori mediazioni; costi azzerati per famiglie numerose o con redditi bassi non affido seppur temporaneo a terze persone. Poi c’è la completa assenza di informazioni su che requisiti dovrebbero avere sia gli affidati che gli affidatari, con che modalità verranno selezionati. Ma si può rimettere il destino di un bambino ad un manifesto ideologico senza dettagli pratici che fanno la differenza? No”
Nel video di denuncia: https://www.youtube.com/watch?v=5Y6x1GYvBfs dice una frase che fa riflettere e non poco:
“Tipico delle persone radical chic:
Di prendere i bambini dalle famiglie che sono più umili e darle alle famiglie più ricche perché possano andare con la scusa di arricchirsi culturalmente nelle biblioteche piuttosto che altrove”.
2)Perché parla di condotta tipica avente ad oggetto il “prendere i bambini dalle famiglie che sono più umili e darle alle famiglie più ricche?”. Da quali altri provvedimenti o vicende di quella politica, che definisce “radical chic”, deduce questa tipicità di condotta?
-“L’utero in affitto. Un altro esempio di pratica che vede persone ricche pagare donne povere e che ha al centro i diritti dei minori. Osteggiata da noi, sostenuta da molti di quel tipo di sinistra”.
3) Secondo lei, perché in Italia si è arrivati a questo punto? Perché in uno Stato di diritto, con una Costituzione in difesa degli ultimi, ci ritroviamo con dati così allarmanti concernenti la povertà? Dove abbiamo sbagliato? Ma soprattutto, cosa si dovrebbe fare per risolvere questo dramma umano, sociale , giuridico e culturale?

“Da scuola e lavoro. Due presidi di legalità e benessere che sono stati progressivamente abbandonati dalla Politica. E’ ovvio che in una Nazione ci si ritrova con una scuola in cui i docenti sono spesso eterni precari e a cui quindi si porta poco rispetto e il mondo del lavoro in crisi aumentano casi di criticità e diminuiscano gli strumenti per arginarli”. Con l’onorevole Montaruli c’era anche, il consigliere Maggia, tra i consiglieri di circoscrizione che hanno votato convintamente contro quello che lo stesso consigliere definisce “una discriminazione nei confronti delle famiglie naturali di questi bambini”. E a proposito di famiglia naturale, lei ha mostrato fermezza in un altro no, ossia quello alle famiglie monogenitoriali. Un no che, probabilmente, le porterà il classico marchio di omofobo da parte di quella politica “radical chic”, la stessa che, di recente, ha ripresentato il ddl Zan in Senato, visto che, per il segretario del PD Enrico Letta “sarebbe una sconfitta chiudere la legislatura senza l’approvazione di questo provvedimento”.

4)E a proposito di sconfitta, secondo lei , qual è la vera sconfitta che ha subito e sta tuttora subendo il Paese , per quanto concerne l’inclusività e i diritti degli ultimi?
-“La vera sconfitta del Paese è vedere gli ultimi restare sempre più indietro a fronte delle mille parole spese da una sinistra capace solo di parlare di inclusione solo in relazione a determinati argomenti divenuti cavallo di battaglia ideologico privo di alcuna reale attinenza con la realtà e le reali esigenze della nazione.
Loro parlano di immigrati e di migranti da includere e sostenere in qualunque forma mentre milioni di italiani presenti sul nostro territorio stentano a sopravvivere. Questo è un dramma al quale nessuno riesce e prova a dare una risposta”.
Si è parlato di sconfitte ma FdI ha di recente ottenuto, ovviamente tra polemiche “chic”, una grande vittoria – in primis per la vita – con l’approvazione del Fondo Vite Nascenti, il cui promotore è stato l’assessore Maurizio Marrone.
Ecco, questa “forse” potrebbe essere una inconfutabile prova di come “volere è potere”, ossia di come la politica, se vuole supportare la famiglia, può farlo eccome.
5)Di conseguenza la domanda sorge sponte: l’affido culturale è una scelta politica o ideologica?
-“L’affido culturale è l’ennesima aberrazione derivante dall’ideologia sinistroide dove la politica si fonde con l’idea che i figli delle famiglie meno abbienti debbano essere affidati a famiglie selezionate senza che venga specificato alcun criterio, per poter assistere ad eventi culturali ai quali non possono partecipare per motivi di mancanza di tempo o di denaro delle famiglie di origine.
Riteniamo vergognoso questo modo di intendere il sostegno che, a nostro avviso, deve essere dato alla famiglia originaria permettendo, pertanto, al bambino di poter assistere all’evento culturale con la sua mamma ed il suo papà”.
Sull’ affido culturale, lei si è posto una domanda più che legittima, visto che riguarda la sicurezza del “minore umile”, che verrà affidato alla o alle persone agiate.
6)Si riesce a dar risposta a questa domanda o si rischia che, dei piccoli innocenti, vengano “messi” nelle mani sbagliate?
” Il rischio è quello di ricreare situazioni alle quali non vorremmo assistere mai più, quali quelle accadute ad esempio a Bibbiano dove si è venuto a creare un sistema organizzato dove il minore entra a far parte di un sistema di interessi di parte e dove l’ultima cosa alla quale viene prestata attenzione è il reale benessere del bambino”.
” I genitori sebbene umili vanno rispettati”.
E forse per questo, sempre riportando le parole dell’ on. Montaruli, l’affido culturale è:
“Una marcia indietro anche culturale a sostegno delle fasce più umili”.

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