Principale Politica L’Ucraina e il “Risveglio” di Draghi

L’Ucraina e il “Risveglio” di Draghi

Dopo 186 anni l’idea di Europa federata di Mazzini, ritorna sulla bocca di Draghi “..abbiamo bisogno non solo di un federalismo pragmatico ma di un federalismo ideale ” , tradotto: un federalismo dell’Europa dei popoli. di Enrico Martelloni

Dopo 186 anni l’idea di Europa federata di Mazzini, ritorna sulla bocca di Draghi “..abbiamo bisogno non solo di un federalismo pragmatico ma di un federalismo ideale ” , tradotto: un federalismo dell’Europa dei popoli. Quell’Europa che faticosamente ha costruito l’idea di fratellanza, libertà, pace, che in più occasioni aveva avuto spunto e suggerimento per nascere nel recente passato.

Eppure, nonostante quasi due secoli dalla Giovine Europa, tutti i tentativi sono fin qui falliti. Ma i successi, le conquiste dell’umanità, devono passare dai sacrifici e atroci orrende stragi, strazzi e squallide esperienze. lo dicevamo tempo fa in famiglia: evidentemente non si impara mai. Sembra che le generazioni scordino rinascendo di abbandonare i suoi vizi.

Il sacrificio di tanti ragazzi venuti da lontano hanno riportato la democrazia non solo in Italia, ma in tutta Europa. Questo sacrificio fruttò la pace e prosperità in Europa , non solo in Italia, per ottanta anni. Questa Europa ha però sciupato questo bene e permesso ai barbari di logorare e corrompere, interferendo nelle economie e scelte politiche, al fine del dividi et impera di cui oggi gode Putin. Non solo l’Italia per la sua pochezza e visione, ma la Francia, la Germania, hanno creato un fabbisogno volontario dall’energia fossile, ammantando il problema energetico di un finto ambientalismo, permettendo in realtà l’accordo con i barbari. A questo scopo di dipendenza Putin, vuole ampliare un anacronistico impero e fare pulizia etnica.

La moneta unica non può da sola unire i popoli. Essa è il tetto non le fondamenta. Queste si poggiano su altro. E il dividi et impera perseguito dalla Russia in Europa, ben corrotta di nuovo come prima del 1939, ne ha facilitato ed esaltato la volontà imperialista dei barbari che oggi discendono e occupano l’Ucraina. E fin dai tempi di Mazzini, coevo del poeta e pittore nazionale della terra del Dnieper Taras Shevchenko, il Risveglio ucraino, che equivalse al nostro Risorgimento, parlava la lingua di Dragomanov e di altri patrioti come la poetessa Lesja Ukrainka fino al filosofo e letterato Ivan Franko. E già in quell’epoca dove mai si vide  le stragi e i genocidi del ventesimo secolo, reclama l’Ucraina all’Europa l’aiuto di essa, affermando che la pace e la  prosperità dei popoli europei sarebbe passata dall’Ucraina. Oggi, null’altro di tutto questo potrebbe essere più vero.

Enrico Martelloni 

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