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Ex Ilva: tutti contro tutti nel dibattito sul trasferimento delle risorse destinate alle bonifiche

Ex Ilva: tutti contro tutti nel dibattito sul trasferimento delle risorse destinate alle bonifiche

Tra le voci del centrodestra, che ha bocciato emendamento, distonante la visione dell’onorevole Labriola(FI).

La bocciatura dell’emendamento al decreto Ucraina bis per chiedere l’abrogazione della proposta governativa di trasferire i fondi destinati alle bonifiche dell’area di Taranto all’attività produttiva di Acciaierie d’Italia ha infiammato una campagna elettorale, quella attuale (amministrative 2022) e quella futura (politiche 2023), che come di consueto ha diviso gli schieramenti opposti in guelfi e ghibbelini.

In redazione sono giunte numerose note di politici, ognuno con il suo punto di vista. Certamente particolare quello dell’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia, una delle forze politiche che ha votato contro l’emendamento proposta dal senatore Mario Turco (M5S). Ecco il suo commento non allineato alla scelta dei suoi colleghi senatori:” L’ennesimo scippo a Taranto e ai tarantini. La maggioranza avrebbe dovuto raggiungere un accordo, sopprimendo l’articolo e pretendendo un decreto ad hoc sul tema ex Ilva. La crisi industriale continua a danneggiare cittadini e lavoratori, e i nodi aperti, a cui il governo deve trovare una soluzione, sono ancora troppi. Presenterò nuovamente l’emendamento soppressivo quando il decreto Ucraina-bis arriverà alla Camera”,

Il pensiero comune reale di Forza Italia è tutto nella nota congiunta del commissario regionale, on.. Mauro D’Attis, e del vice commissario, il sen. Dario Damiani:”Ci sono dei momenti in cui la moderazione lascia spazio all’indignazione, anche urlata, e rientra in questa categoria il caso dell’emendamento proposto dal sen Turco che sguazza tra demagogia e becera strumentalizzazione politica, irrorando il terreno dei fondi per le bonifiche di Taranto di incredibili falsità. Taranto vedrà realizzati gli interventi di bonifica previsti e non ci sarà un solo centesimo in meno. Tutto il resto è propaganda anche di cattivo gusto, considerando la sofferenza patita dal territorio da anni”.

Il Coordinamento Provinciale di Taranto e Regionale del Movimento Politico CON, invece,  si esprime così:” L’intera comunità pugliese di CON esprime estremo dissenso per quanto avvenuto e non resterà immobile a subire questa ennesima assenza di rispetto per la città di Taranto. Il Governo trovi le risorse per la decarbonizzazione altrove, con un progetto serio e lasci dove sono quelle per la bonifica delle aree inquinate della quale vorremmo vedere i risultati, ora!”.

Il candidato sindaco per la coalizione di centrodestra a Taranto, Walter Musillo, è caustico nel suo intervento :”Basta con la propaganda e lo sfruttamento delle piaghe di Taranto per farsi campagna elettorale. È immorale chiedere alla città di scegliere tra salute e lavoro, ma è immorale anche far credere che esista verginità politica in chi per decreto o per annunci strappa voti ha in realtà consegnato a Taranto e a quello stabilimento siderurgico altri anni di agonia. I soldi arriveranno a Taranto comunque e serviranno proprio al Piano Ambientale così come previsto dal decreto del 2015 che vincolava l’utilizzo dei fondi frutto del sequestro alla famiglia Riva proprio al Piano Ambientale e al Risanamento Sanitario”.

Ill candidato sindaco di “Una città per cambiare”, Massimo Battista che accusa: ”E mentre Roma continua a ribadire la strategicità dell’ex Ilva, Taranto esce sconfitta ancora una volta. In un gioco di palazzo consumato nelle scorse ore ai danni dei tarantini, le bonifiche perdono 150 milioni di euro che andranno alla fabbrica per la produzione. Si sono avvicendati governi e ministri ma la parola d’ordine è sempre stata: produzione. Noi continueremo a chiedere un accordo di programma che non coniughi salute e lavoro in fabbrica ma che garantisca la tutela della salute attraverso la chiusura dello stabilimento, la bonifica e la decontaminazione dei luoghi ad opera della forza lavoro di Acciaierie d’Italia, Ilva in A.S. e indotto, e che programmi seri investimenti per l’avvio di nuove economie sostenibili”.

Infine il MoVimento5Stelle di Taranto ha commentato così:”Siamo addolorati e delusi poiché riteniamo che dinanzi al benessere di una collettività che ha sempre dovuto rinunciare al diritto alla salute in nome della produttività e del lavoro, non dovrebbero esserci pareri contrari, indipendentemente dalla corrente politica di appartenenza.E’ come dichiarare che il futuro dei tarantini non rientra tra le tutele costituzionali. Chiediamo adesso di conoscere il dettaglio di come tali risorse verranno spese, i progetti che andranno a finanziare e soprattutto le risultanze preventive dell’eco-sostenibilità degli impianti, introducendo la valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario (VIIAS).”

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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