Principale Cronaca Violenza 5 maggio, giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

5 maggio, giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

5 maggio, giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

di Rita Lazzaro

Disturbo da stress post-traumatico (Post-Traumatic Stress Disorder, PTSD);
Disturbo da stress post-traumatico Complesso (Complex Post-Traumatic Stress Disorder, CPTSD);
che comporta:
-autolesionismo;
-rabbia esplosiva e difficoltà nel regolare le – emozioni;
-amnesia specifica sugli eventi traumatici;
-vergogna;
-preoccupazione o ripetuto fallimento delle strategie di auto-protezione;
-problemi persistenti nel formare e mantenere relazioni sociali.
Disturbo correlato a eventi traumatici e stressanti con altra specificazione/senza altra specificazione (Other Specified/Unspecified Trauma and Stressor-Related Disorder),
Disturbo Traumatico dello Sviluppo (Developmental Trauma Disorder, DTD)che comporta:
-disregolazione emotiva e comportamentale;
-disturbi dell’attenzione e della consapevolezza;
-disturbi del comportamento;
-distorsione della percezione di sé;
-difficoltà interpersonali.
Alcuni dei principali sintomi che si riscontrano tipicamente in adulti sopravvissuti ad abuso durante l’infanzia sono:
-isolamento sociale;
-reticenza al contatto fisico;
-problemi di comprensione/descrizione degli stati interni;
-alterazione degli stati di coscienza;
-abuso di sostanze;
-problemi di percezione acustica e visiva;
-emozioni quali vergogna e colpa.
Queste le conseguenze derivanti da un abuso sessuale subito durante il periodo in cui, la spensieratezza e la purezza dovrebbero regnare sovrane nella vita dell’essere umano.
Effetti devastanti, che portano a porsi una serie di domande, in primis sulla pena, ossia se sia proporzionale o meno al crimine efferato.
Domande sul perchè crimini così animaleschi e dalle conseguenze così nefande, continuano a non arrestarsi anzi, se ne creano altri come l’infantofilia ossia “l’attrazione di adulti per i bambini molto piccoli (neonati e bambini fino a 5 anni)”, la pedomama avente ad oggetto madri che abusano dei propri figli minori, per poi mettere il materiale online, nonché il dark web ormai regno in cui sono sempre più diffuse le pratiche di sadismo, torture e abusi sui bambini, perfino neonati.
Di questo e tanto altro parleremo nella seguente intervista con Roberto Mirabile, Presidente – Fondatore della Caramella Buona, che da 25 anni è sempre in prima linea nella lotta alla pedofilia e a qualsiasi altra forma di violenza sulle piccole vittime.
Nonché Consulente d’Ambasciata, Giornalista, Rapp. Int. alla Camera dei Deputati ed ex membro dell’Osservatorio antipedofilia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Oggi, 5 maggio, giornata mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia, accompagnata da dati allarmanti che non si arrestano anzi… Aumentano vertiginosamente, soprattutto a seguito della pandemia.
Infatti nel corso del 2021 sono stati 5.316 i casi di pedopornografia trattati dalla Polizia Postale, con un incremento del 47% rispetto all’anno precedente (3.243). In crescita anche il numero dei minori approcciati sul web dagli adulti abusanti, pari a 531, in maggioranza con un’età inferiore ai 13 anni (338 minori, quasi il 64% di cui 306 nella fascia 10-13 anni), ma crescono pure i casi di adescamento online dei bambini nella fascia 0 – 9 anni (32 casi).
1) Presidente, sulla base di questi dati agghiaccianti, secondo lei, perché nonostante le carte nazionali , europee, internazionali in difesa dei diritti del minore, inclusa l’integrità sessuale, questi crimini efferati: dalla pedofilia alla pedopornografia, dallo sfruttamento della prostituzione minorile alla pedopornografia virtuale, continuano a diffondersi a macchia d’olio con addirittura nuovi crimini, come l’ infantofilia, la pedomama, nonché la presenza di pedopornografi, che regnano sovrani il dark web tra sadismo e inimmaginabili torture, incluse quelle sui neonati.?
I crimini perpetrati sui minori non subiranno mai una battuta d’arresto finché le tante carte nazionali e le tante disposizioni in materia non troveranno effettivo riscontro e concreta applicazione nella realtà. Faccio riferimento alla certezza della pena, alla prescrizione, al rito abbreviato, alla tracciabilità del sex offender una volta uscito dal carcere, al risarcimento delle vittime, al controllo della recidiva e dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici: non garantendo alle vittime e, al tempo stesso, ai carnefici, l’attuazione di questi passaggi, il terreno sarà sempre fertile e quindi il fenomeno sempre dilagante. A questo si aggiunge l’interesse economico, il vero e proprio business che ruota intorno a questi reati, fattore che ne causa sicuro incremento.
2) Da poco in Perù, la castrazione chimica contro i pedofili è diventata legge, in Russia invece, c’è stato un notevole inasprimento di pena come l’ergastolo mentre in Italia, abbiamo un massimo di 12 anni di reclusione ex art 609 quater Cp docet e per di più un art 4bis della legge 354/75, che prevede per chi si macchia di questi crimini, il poter beneficiare di misure alternative alla pena detentiva. Cosa pensa di queste sanzioni così diverse tra loro?
Dopo oltre 25 anni di esperienza in prima linea, penso intanto che almeno quei dodici anni, laddove venissero inflitti, rappresenterebbero già un buon segnale ma non è così scontato. Sono d’accordo su l’inasprimento delle pene ma soprattutto sull’applicazione di quest’ultime, poiché assisto sempre più spesso all’ottenimento di benefici ed attenuanti a favore dell’imputato compreso il diritto al rito abbreviato che, per questo genere di crimine, trovo inammissibile. Per quanto riguarda la cosiddetta castrazione chimica, è ben noto il mio pensiero : anzitutto, il trattamento si intende facoltativo, secondo la nostra cultura giuridica. Inoltre, e ritengo sia l’aspetto fondamentale, accetterò di parlare del trattamento del pedofilo solo quando la comunità scientifica internazionale me ne certificherà l’assoluta validità. A proposito di aspetti culturali, si parla anche di pedofilia in rosa, ossia commessa dalle donne sulle piccole vittime. Questo è un crimine che, sebbene efferato, è spesso sottovalutato e addirittura si ironizza anche con frasi sconcertanti, come “avessi avuto io una maestra o una vicina del genere”. Commenti per di più provenienti dall’ universo maschile.
3)Quali sono, secondo lei, le lacune che portano a questa ignoranza sociale su un tale abominio e quali sono invece le falle giuridiche?
-Alle volte si percorre la convinzione che la donna rappresenti, per partito preso, la categoria fragile soggetta a subordinazione pertanto la si vede solo come vittima e mai come potenziale criminale. Nella realtà esistono casi di donne stalkers e pedofile, le quali approfittano proprio del proprio genere per non destare sospetti, facendo leva sul lato materno, affettuoso e naturale, qualità da sempre associate alla figura femminile e quindi non in grado di fare del male. A livello giuridico non esiste una distinzione, una donna abusante di fronte alla legge ha pari ripercussioni all’uomo.
4) La Caramella Buona ultimamente si è occupata di casi agghiaccianti, come l’adescamento di minori. Anche in questo caso, i numeri sono allarmanti e di conseguenza la domanda sorge sponte: dove abbiamo sbagliato? È sufficiente l’art 609 undecies o deve essere integrato, modificato o addirittura abrogato e scritto ex novo?
In realtà il nostro ordinamento è piuttosto avanzato per quanto riguarda i reati di pedofilia e in genere i reati a carattere sessuale. Paradossalmente, assistiamo però a quello che io, semplificando, definisco “buonismo” istituzionale : il perverso meccanismo che si insinua nelle aule dei tribunali, dove la vittima subisce una ulteriore violenza, quella di un processo penale che non è strutturato per tutelare chi ha subito violenza. Insomma, non possiamo trattare udienze per terribili violenze come se fossero casi di ladri di biciclette! A proposito di web, che è un vero e proprio recinto di mostri per le piccole vittime, tra questi oltre i pedopornografi, i pedofili, ci sono anche personaggi che spaventano i piccoli e addirittura li portano al suicidio.
5)Anche questo è un fenomeno che continua a non arrestarsi. Cosa fanno, anzi cosa non fanno le legislazioni e i colossi del web, visto che questa piaga umana è in continua crescita?
-Anche qui ci si trova davanti a challenges folli, supportate da piattaforme legate a sponsorizzazioni e strategie marketing quindi un business che non ha alcun riguardo verso la tutela del minore. I colossi del web si scaricano le responsabilità trincerandosi dietro le giurisdizioni estere, la privacy dell’utente ed i contratti pubblicitari: ovvio che in questo quadro non ci sarà mai spazio per la prevenzione, per integrare o meglio sviluppare nuovi interventi contro l’adescamento. Ricordo quando qualche anno fa ci scagliammo contro Facebook perché non intendeva oscurare una pagina aberrante creata per incoraggiare le molestie ed i maltrattamenti sui neonati, ripeto, neonati! Mobilitammo tutti i nostri sostenitori e, grazie anche all’intervento del programma Chi L’ha visto, la pagina in questione fu rimossa ma il problema resta all’origine, a quei famosi standard che permettono la creazione di una pagina inneggiante la violenza sui minori.
E a proposito di recinto di orchi, con la guerra in Ucraina si è visto ciò a cui sono condannate donne e bambini dei Paesi che versano in un vero e proprio inferno. Una condanna che va dal traffico di organi – nel peggiore dei casi – a diventare schiavi del sesso – “nel caso migliore”. 
6)Secondo lei, in Italia, la lotta alla prostituzione minorile è efficace così come riportata nell’ art 600 bis e 609 quinquies Cp? Cosa si dovrebbe fare per fermare o almeno attutire questa carneficina di innocenti e non solo in Italia?
Non possiamo ridurre il tutto al codice penale, come ho già detto le leggi ci sono pure, ma credo che i giudici abbiamo troppa discrezionalità nell’applicazione : possibile che ogni sentenza nei tanti tribunali italiani per noi sia sempre una incognita ? Una precisazione : la tratta degli esseri umani va affrontata partendo dai Paesi di origine, stipulando protocolli bilaterali di collaborazione per arginare e fermare lo sfruttamento di donne e minorenni. Solo prendendo in considerazione anche questo aspetto, potremmo di riflesso operare meglio, in forma preventiva e repressiva, nel nostro Paese.
7)Che progetti ha con la “La Caramella Buona” per sconfiggere questi orrori, sia a livello di proposte giuridiche che di sensibilizzazione? Ma soprattutto, che aspettative ha a livello nazionale e non?
-La Caramella Buona si è fatta, negli anni, promotrice di numerose iniziative volte alla corretta informazione sul fenomeno e alla divulgazione di utili strumenti di prevenzione, soprattutto in numerose scuole e città d’Italia insieme alla nostra Criminologa Roberta Bruzzone. Abbiamo cooperato alla stesura di disegni di legge e di importanti contributi in Commissione Bicamerale dell’Infanzia e siamo presenti nei tribunali come parte civile e tutela della parte lesa al fianco delle vittime di violenza garantendo loro verità e giustizia.
Collaboriamo a stretto contatto con le Forze dell’Ordine e abbiamo allestito due appartamenti (Case Buone) di prima accoglienza gratuita per donne e bambini che fuggono da maltrattamenti domestici.
Spero che omertà e ipocrisia, caratteristiche particolarmente legate ai crimini sessuali, possano essere arginate e che si sviluppi sempre più la cultura dell’ascolto, perché ritengo che tra i tanti torti subiti da una vittima di violenza, la superficialità occupi un posto rilevante, alimentando sfiducia verso la segnalazione e la denuncia. Ricordo: se una vittima non denuncia, se non la mettiamo nella condizione ottimale per farlo, la catena dell’abuso non si spezzerà e quel criminale continuerà inevitabilmente a fare del male, ancora, ancora e ancora.
Un’intervista con risposte più che esaustive ma che oggi, 2022, non ci sarebbe dovuta essere. Come non ci dovrebbero essere simili orrori che, per di più, continuano a dilagare e diffondersi quasi come fossero del tutto indisturbati.
Secondo Christian Bobin:
“I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso”.
Una società civile e uno Stato degno di questo nome farebbero sì, che questi piccoli marinai navighino in acque tranquille e cristalline proprio come la loro innocenza.

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