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Nei primi 3 mesi dell’anno i morti sul lavoro sono stati 189, aumentano le vittime donne

L’incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 è stato del 2,16%, con una notevole differenza di genere.

© AGF – Sergio Mattarella

AGI – “Non si devono più piangere morti assurde sul lavoro”, ha ribadito oggi il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Non è la prima volta che il presidente della Repubblica accenna alla dolorosa piaga delle cosiddette morti ‘bianche’: un fenomeno che non accenna a diminuire, e anzi sta crescendo. Gli ultimi dati Inail rilevano che solo nel primo trimestre di quest’anno, sono state 189, a fronte delle 185 del primo trimestre del 2021 con un incremento del 2,16%.

E con una differenza notevole di genere: i decessi che hanno riguardato lavoratori uomini sono stati 165 (erano 171 nello stesso periodo del 2021, con un calo del 3,51%) mentre quelli che hanno coinvolto lavoratrici donne sono state 24, a fronte delle 14 rilevate nell’analogo periodo dell’anno precedente (+71,43%).

Il fenomeno è in ascesa anche se si considerano le denunce complessive di infortunio: nel periodo compreso tra gennaio e marzo sono state 194.106, il 50,85% in più rispetto al periodo gennaio-marzo 2021. In questo caso, l’aumento riguarda sia la componente femminile, le cui denunce sono passate da 51.550 a 89.130 (+72,90%), sia quella maschile, con 104.976 denunce, 27.855 in più rispetto al 2021 (+36,12%).

A livello territoriale le denunce rilevate nei primi tre mesi dell’anno registrano, rispetto al 2021, aumenti del 64,28% per il sud, del 63,36% per il nord ovest, del 60,72% per le isole, del 51,25% per il centro e del 31,82% per il nord est. Il numero delle denunce è in aumento in tutte le regioni rispetto al 2021.

Incrementi maggiori si sono rilevati in Lombardia, con 14.254 denunce in più, in Veneto (+7.544). Tornando alle morti sul lavoro, e facendo un’analisi territoriale, si riscontrano aumenti per le isole (+87,50%), per il centro (+32,35%), per il nord est (+7,89%) e per il nord ovest (+4,26%). Diminuzioni si rilevano per il sud (-32,76%). Le regioni che mostrano aumenti sono: la Lombardia e la Toscana, con 8 casi in più, il Veneto (+6), la Sicilia (+4), la Sardegna e le Marche (+3), la Puglia (+2), la Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Trento (+1).

In controtendenza, mostrano diminuzioni: l’Abruzzo (-8), la Campania (-7), il Piemonte (-5), l’Emilia Romagna e il Molise (-3), la Liguria e la Calabria (-2), il Friuli Venezia Giulia e la Basilicata (-1). Infine, non si evidenziano variazioni nel Lazio, dove si sono rilevati 19 casi, come nel 2021, nella Provincia autonoma di Bolzano (4 casi) e in Umbria (2 casi).

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