Principale Cronaca Raiola è gravissimo ma “combatte”, il tweet “arrabbiato”

Raiola è gravissimo ma “combatte”, il tweet “arrabbiato”

La precisazione è arrivata dall’ospedale San Raffaele di Milano dopo che sui media era filtrata la notizia del decesso del 54enne procuratore sportivo.

© VALERY HACHE / AFP
– Mino Raiola

AGI – Mino Raiola è molto grave ma “sta combattendo”: la precisazione è arrivata dall’ospedale San Raffaele di Milano dopo che sui media era filtrata la notizia del decesso del 54enne “re del mercato”, considerato il più grande procuratore di calciatori dell’era moderna insieme a Jorge Mendes. “Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo”, ha affermato Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele. Raiola “è in una brutta situazione ma non è morto”, ha poi confermato il braccio destro del manager Josè Fortes Rodriguez, intervistato dall’emittente olandese Nos Sport.

 

 

Sul profilo ufficiale Twitter di Raiola è anche comparso un messaggio: “Stato di salute attuale per chi se lo chiede: ‘inc..ato’. Per la seconda volta in 4 mesi mi hanno dato per morto, sembra sia anche in grado di resuscitare”.

Il cinguettio del procuratore o di chi ne gestisce il profilo si riferisce alle indiscrezioni che erano già circolate a gennaio, quando Raiola era stato ricoverato per una decina di giorni al San Raffaele. Si era parlato di un intervento chirurgico e di un ricovero in terapia intensiva per una malattia polmonare non legata al Covid.

Il suo staff, però, aveva liquidato la degenza a semplici controlli di routine già programmati da tempo. Raiola, nato a Nocera Inferiore nel 1967, ha vissuto da bambino ad Haarlem, in Olanda dove è stato calciatore e poi dirigente della squadra di calcio locale. Dopo aver lavorato nella pizzeria del padre, aveva scelto la carriera di procuratore piazzando alcuni giocatori olandesi in Italia da Roy al Foggia a Bergkamp e Jong all’Inter. Nella sua scuderia ha avuto decine di campioni, da Nedved a Balotelli, da Ibrahimovic a Pogba, da Haaland, De Ligt e Donnarumma.

Insieme a Mendes, Jonathan Barnett e David Manasseh aveva recentemente creato un’associazione di super procuratori per opporsi alla riforma del settore a cui sta lavorando la Fifa.

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