Principale Estero Lo sforzo della Moldavia per aiutare gli ucraini

Lo sforzo della Moldavia per aiutare gli ucraini

Viaggio nel MoldExpo, polo fieristico di Chisinau, riconvertito in un centro di prima accoglienza. Il communications officer dell’Unhcr: “Una carta prepagata a ciascuno di loro. Siamo pronti a tutto”-

© AGI
– Anastasia

AGI – Bambini che saltano su un tappeto a molle, giocano all’aperto con un’animatrice o che tengono stretto tra le braccia un cagnolino, come Anastasia con Alisia, un batuffolo piccolo come lei. Quando si arriva al MoldExpo, il grande polo fieristico di Chisinau, in Moldavia, adesso riconvertito in un centro di prima accoglienza per ospitare i profughi fuggiti dall’Ucraina, la prima immagine è questa. L’AGI lo ha visitato insieme a Kisut Gebreegziabher, Communications officer e portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, in missione qui, da poco dopo l’inizio del conflitto. Mentre parliamo il flusso di arrivi non si ferma, e da un pullman stracarico scendono un centinaio di persone.

Donne e bambini per lo più, ma anche anziani e persone con disabilità. “La Moldavia – ci racconta il rappresentante dell’Unhcr – in base agli ultimi dati, ha accolto oltre 435 mila profughi ucraini, molti si fermano poco e ripartono verso altre nazioni, ma ci sono anche tanti che si restano qui, circa 100 mila: sono pieni di speranza che il conflitto finisca presto. E sognano solo di tornare alle loro case”.

Ma con l’intensificazione del conflitto degli ultimi giorni soprattutto nella regione del Donbass questi piani sono assolutamente sconsigliati. L’attesa in Moldavia, soprattutto al MoldExpo, dove si trovano oltre 300 profughi (la sua “massima capienza è di 500 persone”), si tenta di renderla il meno pesante possibile, grazie anche a centinaia di volontari che si danno da fare su e giù tutto il giorno.

Qui vengono forniti tutti i servizi essenziali, dal cibo, all’alloggio, all’acqua potabile“. L’assistenza sanitaria e quella legale. All’interno dei padiglioni “ci sono tutti i servizi per i bisogni delle famiglie” e dei loro animali domestici, il MoldExpo è ‘pet friendly’. E c’è un padiglione ad hoc riservato alle richieste per l’aiuto economico. “A ogni rifugiato che viene registrato in un data system – spiega Gebreegziabher – diamo una carta prepagata con 2.500 Leu al mese (sono circa 130 euro al mese, ndr.). Così possono pagare con questa carta, o ritirare i contanti di cui hanno bisogno. Anche le tantissime famiglie moldave che hanno aperto le loro porte ai rifugiati vengono supportate.

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“C’è un’altra agenzia delle Nazioni Unite che aiuta chi ospita i rifugiati nelle proprie abitazioni, per più di una settimana. A loro viene data una somma di 3.500 Leu moldavi una tantum”, circa 180 euro. Certo non tutti i centri profughi sono ben attrezzati e organizzati come il MoldExpo. “Questo è uno dei più grandi – spiega il rappresentante dell’Unchr – ma comunque nel resto del paese ci sono tanti centri per l’accoglienza dei rifugiati, quelli riconosciuti dal governo sono 99 , alcuni si trovano nelle città e altri in zone rurali”.

Sono passati oltre due mesi dall’inizio del conflitto e la soluzione non sembra vicina. Siete pronti ad accogliere un’ondata maggiore di profughi, che potrebbero arrivare soprattutto in seguito a un attacco a Odessa? “L’Unhcr spera per il meglio ed è pronta per il peggio” è la replica che vale per ogni situazione di questo genere.

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“Quindi certo, sì, ci stiamo preparando, sperando allo stesso tempo che la situazione si risolverà e le persone potranno tornare alle loro case. Ma noi siamo pronti per ogni eventualità”. Come? “Facendo scorte di cibo, recuperando tende che potranno servire per i rifugiati, e tutto il materiale per allestire altri centri”.

Nell’ultimo fine settimana si è registrato un fatto nuovo, molti profughi hanno attraversato la frontiera polacca per rientrare in Ucraina.

C’è un barlume di speranza? Se ne è parlato sui media, ma “non credo sia quello che sta accadendo.

Le persone che tornano in Ucraina lo fanno per andare a prendere un familiare anziano, amici che non erano riusciti a partire prima, o a controllare le loro case, a prendere qualcosa di utile. E’ assolutamente presto per chiamarli rientri“.

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