Principale Cronaca Torna la morte nelle acque del Mediterraneo

Torna la morte nelle acque del Mediterraneo

Sono naufragate quattro barche che trasportavano 120 migranti

© Adm – Barca dei migranti a Lampedusa

Naufragi e sbarchi. Grave il bilancio della tragedia di sabato davanti alla Tunisia. Dodici morti accertati e 10 dispersi al largo di Sfax; 98 le persone salvate. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale delle migrazioni. Secondo l’Oim Tunisia sono naufragate quattro barche che trasportavano 120 migranti mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo in direzione dell’Italia.

E approdi in serie si registrano a Lampedusa. L’ultimo sbarco in ordine di tempo sull’isola della Pelagie riguarda 51 migranti a bordo di una barca segnalata a circa 35 miglia dall’isola: sono stati soccorsi dalla Guardia costiera e sarebbero coloro che erano alla deriva secondo l’allarme lanciato da Alarm Phone.

Nelle ore precedenti erano approdate 47 persone su due barchini; sul primo 25 migranti, sull’altro 22. Intanto, una barca alla deriva con 50 migranti è stata segnalata a 30 miglia da Lampedusa. “Hanno detto che hanno le gambe congelate perché l’acqua sta entrando nella barca”, spiega Alarm Phone: “Dicono che sono ancora nello stesso tratto di mare visto che il motore è fermo da molte ore”.

Si cambia versante, ma il dramma di ripete. Sono morte almeno nove persone, tra cui una bimba, nell’affondamento la notte scorsa di una chiatta con 60 migranti a bordo al largo delle coste a nord del Libano. Erano tutti migranti che cercavano di raggiungere probabilmente Cipro e poi le coste europee: l’esercito ha partecipato ai soccorsi del barcone, affondato perché sovraccarico e danneggiato dal moto ondoso. Il barcone era salpato ieri dalla zona di Qalamun, a sud della città. Finora non si conosce le nazionalità delle vittime e dei migranti a bordo.

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