Principale Economia & Finanza Fisco, Giustizia & Previdenza Regime fiscale forfettario: la soluzione per risparmiare sulle tasse

Regime fiscale forfettario: la soluzione per risparmiare sulle tasse

Anche nel 2022 è possibile approfittare della possibilità di aderire al regime forfettario ed aprire partita IVA, ottenendo delle grandi agevolazioni dal punto di vista fiscale. Con l’aumento del tetto massimo di fatturato a 65.000 euro annui, il regime forfettario è ormai diventata la soluzione migliore per coloro che desiderano mettersi in proprio. Prevede infatti l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva, dall’aliquota decisamente inferiore rispetto a quella del regime ordinario, e ciò non è affatto l’unico vantaggio. A chi volesse approfondire l’argomento, suggeriamo di leggere questa introduzione al regime forfettario. Oggi vedremo nel dettaglio perché conviene approfittare del regime forfettario: quali sono gli effettivi vantaggi di questa soluzione.

Tassazione agevolata

Il primo grande vantaggio del regime forfettario, come abbiamo già accennato, è la tassazione agevolata che consente di risparmiare per quanto riguarda il versamento delle imposte. A coloro che aderiscono al regime forfettario infatti viene applicata un’aliquota pari al 5% per i primi 5 anni di attività e al 15% dal sesto anno in poi. Se consideriamo che la tassazione IRPEF ordinaria, strutturata in scaglioni, parte da un’aliquota minima del 23% per i redditi più bassi, è chiaro che il regime forfettario sia nettamente vantaggioso da questo punto di vista.

Coefficiente di redditività

Ecco un’altra cosa da sapere: il regime forfettario non consente la deduzione delle singole spese effettuate durante l’anno (cosa che invece è prevista per le partite IVA ordinarie). In compenso, però, dal fatturato incassato, viene sottratta una percentuale che dipende dal Codice ATECO associato alla Partita Iva e, quindi, dal tipo di attività intrapresa. Quel 5% – o 15% – di imposta sostitutiva, dunque, non si applica sulla totalità degli incassi, ma su un importo inferiore: ad esempio, i liberi professionisti hanno un coefficiente pari al 78%. Gli artigiani, invece, al 67%. Infine, per le attività commerciali (vedi il caso di un e-commerce), la quota è del 40%.

Franchigia IVA

Un altro vantaggio del regime forfettario è che prevede la cosiddetta franchigia IVA, che dunque non deve essere applicata in fattura da parte del professionista o della ditta. Ciò consente di proporre delle tariffe più competitive sul mercato ed avere dunque maggiori chance di trovare clienti. Non applicando l’IVA infatti i prezzi saranno inferiori e più vantaggiosi per gli stessi committenti, che affidandosi ad un professionisti in regime ordinario dovrebbero sostenere dei costi superiori.

Consulenza fiscale a costi inferiori

Aderire al regime forfettario presenta dei vantaggi anche a livello prettamente burocratico ed amministrativo, in quanto non è necessario effettuare la dichiarazione IVA ed il versamento trimestrale/annuale, così come non sono previsti studi di settore. Ciò significa che il commercialista costa di norma in meno per un professionista che ha aderito al forfettario, anche se tutto dipende dallo studio al quale ci si rivolge. Al giorno d’oggi, inoltre, è possibile approfittare di servizi online di alto livello come Fiscozen che propone un pacchetto comprensivo di apertura e gestione completa della Partita IVA nel regime forfettario, a soli 299 euro + IVA annui. L’offerta include anche fatture elettroniche illimitate, predisposizione del modello Intrastat e consulente dedicato dunque è decisamente vantaggiosa in termini economici.

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