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L’italia e’ tra le nazioni a rischio in caso di estensione della guerra russia -ucraina

Siamo tutti giustamente coinvolti nel dramma di un Paese libero aggredito dall’esercito russo e chi può prosegue a partecipare ad importanti azioni di solidarietà.

Noi di Ecoitaliasolidale sin dall’inizio non ci siamo tirati indietro: abbiamo aperto due centri di raccolta vestiario, medicine e cibo, ad Ostia Antica ed a Roma Marconi-EUR. Siamo riusciti a far ospitare 48 mamme con bambini grazie alla sensibilità dei nostri lettori, stiamo programmando con loro percorsi di attività fisica con la partecipazione della Campionessa del mondo di marcia, Giuliana Salce e con la collaborazione dell’Ente di Promozione sportivo ASC – Attività Sportive Confederate.

Stiamo prendendo contatti con alcune riserve naturali ucraine in prospettiva per programmare aiuti soprattutto verso la fauna chiusa nei recinti, anche in collaborazione con altre organizzazioni europee green. Non pensiamo di aver concluso la nostra parte, infatti abbiamo in programma di continuare la raccolta aiuti ed anche di organizzare una nostra delegazione direttamente a Kiev.

Fin qui tutto OK, poi, però, una nostra conoscente ambientalista di Varsavia, la stessa che ci aveva informati sulla delicata situazione nei parchi naturali ucraini, ci ha detto qualcosa che ci ha fatto riflettere. Queste in sintesi le sue parole: “ …perché voi come Italia non avete puntato ad offrire i vostri aiuti al popolo ucraino con forniture medico sanitarie, alimentari e altro materiale atto a proteggere i cittadini ucraini come giubbotti antiproiettile, ecc. Certamente La vostra scelta di fornire anche armi – necessarie per difendere la libertà del popolo ucraino – potrebbe avere conseguenze, qualora la guerra dovesse estendersi in Europa, al rischio di eventuali azioni militari russe…”

A queste affermazioni ci abbiamo pensato seriamente ed abbiamo capito che la nostra conoscente polacca ha purtroppo in parte ragione. A conferma di ciò si è aggiunto nel giorno di Pasqua un tassello preoccupante: dal Cremlino infatti sono partite nuove minacce verso l’occidente e in particolare verso quei Paesi europei che continuano a fornire armi alla resistenza ucraina e per nostra grande sorpresa abbiamo letto che tra le nazioni europee menzionate come rivali della Russia e quindi “punibili”, c’è l’Inghilterra e subito dopo l’Italia…

Sta di fatto che oggi, al pari di altre Nazioni europee non possiamo essere molto tranquilli soprattutto perché, forse qualcuno si è dimenticato, il nostro Paese ospita oltre 100 basi NATO, alcune delle quali di importanza strategica particolare. A tal proposito riportiamo l’elenco delle basi NATO “più strategiche”

Queste le basi Nato più importanti in Italia:

La base NATO più importante è quella che si trova a Sigonella, nella piana di Catania, dove vi è l’aeroporto della US Navy nel Mediterraneo. A seguire:

  • Camp Darby, in provincia di Pisa e a breve distanza da Livorno, dove si trova un importante deposito di munizioni e bombe;
  • Gaeta dove nel porto della città è ospitata la nave ammiraglia e il comando della VI flotta;
  • Ghedi, in provincia Brescia in Lombardia, dove si trova un deposito di bombe nucleari;
  • Aviano, nel Friuli Venezia Giulia, dove è presente la più grande base aerea americana del Mediterraneo;
  • Vicenza dove si trova il comando US Army per l’Europa del

I militari USA presenti da noi si stima che siano circa 13.000.

I rappresentanti del nostro Governo hanno considerato e riflettuto sugli scenari in cui noi italiani potremmo trovarci, viste le chiare minacce rivolte a noi a Pasqua dal Cremlino?

L’auspicio di tutto l’occidente è che al più presto si possa raggiungere la pace o almeno una tregua. Solo a quel punto potremmo dire di essere fuori pericolo. In caso contrario, qualora la guerra continuasse e si dovesse espandere in Europa, Dio non voglia, le basi NATO in Italia potrebbero di fatto rappresentare un inevitabile bersaglio militare.

Siamo certi che già da ora sia attivo dalla Protezione Civile Nazionale, un piano d’evacuazione dalle aree a rischio, soprattutto quelle in prossimità delle basi NATO?

Ci auguriamo, comunque, che questi timori saranno presto fugati, ma stando al principio di precauzione, tanto caro all’UE, la “politica” italiana dovrebbe non perdere tempo in “chiacchiere” e agire di conseguenza, se non l’abbia già fatto.

fonte ecoitaliasolidale

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