Principale Cultura & Società I sacerdoti vissuti in diocesi di Taranto dal 1835

I sacerdoti vissuti in diocesi di Taranto dal 1835

I sacerdoti vissuti in diocesi di Taranto dal 1835

di Evelyn Zappimbulso

Nella pubblicazione di don Andrea Casarano, direttore dell’Archivio storico dell’arcidiocesi.

“In memoria dei sacerdoti dell’Arcidiocesi di Taranto che ora contemplano il volto del Signore dopo averlo servito nella sua Chiesa qui in terra”. Così inizia la poderosa pubblicazione di ben 740 pagine sui sacerdoti che hanno operato in diocesi e che ora vivono la Liturgia del Cielo. Ne ha scritto don Andrea Casarano, direttore dell’Archivio storico dell’arcidiocesi, in “Venite, benedetti dal Padre mio”, presentato ieri sera in arcivescovado in un incontro moderato da don Emanuele Ferro, direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali, con interventi del direttore della biblioteca arcivescovile, prof. Vittorio De Marco, del vicario generale mons. Alessandro Greco e dello stesso autore: le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo mons. Filippo Santoro.

A trent’anni dall’analoga pubblicazione dell’arcivescovo mons. Motolese “Nella liturgia del Cielo”, con cenni biografici dei sacerdoti ordinati dal 1935, questo lavoro editoriale raccoglie la memoria di quasi 650 preti diocesani ordinati dal 1835, durante l’episcopato di mons. Raffaele Blundo, ad oggi. L’ultimo sacerdote ricordato è don Cosimo Spagnulo, collaboratore al santuario di San Francesco De Geronimo a Grottaglie, deceduto l’8 febbraio di quest’anno, 2022. In questo lavoro, spiega don Andrea Casarano, sono confluiti i dati disseminati in alcuni Fondi dell’Archivio storico diocesano, nella Rivista diocesana, nel Necrologio manoscritto, in alcuni archivi parrocchiali e nel prezioso volume di mons. Motolese. Grazie a tali documentazioni è stato possibile ricostruire, anche in modo molto dettagliato, il susseguirsi degli incarichi ricoperti dai sacerdoti e, attraverso di essi, la storia delle comunità parrocchiali e di tutta l’Arcidiocesi.

“Ci sono storie di vite di tanti uomini che hanno risposto generosamente alla Chiamata del Signore, donandosi con entusiasmo ma anche con sacrifici e sofferenze. Vi si narra – spiega l’autore – di quanti hanno vissuto solo per breve tempo il presbiterato (uno addirittura morì 16 giorni dopo l’ordinazione) e di chi invece ha servito la Chiesa fin oltre il secolo di vita, come il martinese mons. Antonio Corrente, deceduto recentemente a 103 anni. Storie nascoste e altre piene di vicissitudini e di clamore (come accadde a un sacerdote che si arruolò persino nei garibaldini, tornando però a vivere la sua vocazione) e di donazione, come avvenne durante l’epidemia di colera del 1866”.

Scorrono biografie di preti che in questi anni il popolo di Dio ha imparato ad amare, come mons. Zappimbulso, mons. Dino Voiello, mons. Michelangelo Ridola, mons. Biagio Notarangelo, mons. Angelo d’Ettorre, mons. Nicola di Comite, mons. Michele Grottoli e tanti tanti altri.

In questo libro, fa notare l’arcivescovo mons. Filippo Santoro, ci sono tanti esempi di santità del quotidiano che ha preso forma, pur in mezzo a tante imperfezioni e cadute, attraverso le fatiche apostoliche che caratterizzano la fatica di ogni presbitero. Sono questi i pastori con ’l’odore delle pecore’ che si sono santificati insieme al popolo di Dio loro affidato.

“Amo pensare – conclude don Andrea Casarano – che quanti poseranno il loro sguardo su questi nomi lo faranno quasi a dare un abbraccio a questi nostri fratelli dai quali chiediamo una benedicente preghiera per la nostra amata Chiesa di Taranto, perché tutti insieme un giorno possiamo ritrovarci nella liturgia del Cielo”.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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