Principale Economia & Finanza Contrasto povertà, Taranto sotto la media nazionale

Contrasto povertà, Taranto sotto la media nazionale

Contrasto povertà, Taranto sotto la media nazionale

Per l’inclusione sociale spesi 10,31 euro ad abitante (dati riferiti al 2020)

Nell’anno dell’inizio della pandemia, si è registrato in Italia il livello più elevato di povertà assoluta del 2005. Per il contrasto a queste e altre situazioni a rischio di esclusione sociale, interventi diversi vengono promossi e attuati a più livelli. I comuni, in quanto enti di prossimità, possono compiere azioni mirate per il sostegno diretto delle persone più bisognose.

Allo scopo di promuovere l’inclusione, l’unione europea utilizza tre indicatori principali per monitorare queste situazioni: la quota di persone in condizione di povertà relativa (ovvero con un reddito inferiore al 60% del valore mediano della popolazione di riferimento), la percentuale di soggetti in situazioni di grave deprivazione materiale e l’incidenza degli individui che vivono in famiglie a intensità lavorativa molto bassa. Essere a rischio di esclusione sociale significa rientrare in almeno una di queste condizioni.

In Italia il 25,6% della popolazione vive in una condizione a rischio di esclusione sociale (Eurostat, 2019).

Tra le zone del paese in cui l’incidenza di soggetti socialmente fragili la più ampia è la zona insulare (43,6%). A seguire il sud (41,6%) e il centro (21,4%). Nel nord-ovest (16,4%) e nel nord-est (13,2%) invece sono registrati i valori più bassi. È possibile analizzare il dato a livello regionale.

La Puglia con il 37,4 % è regione da fascia rossa, ossia ad alto indice di povertà ed esclusione sociale. Ad altissimo rischio (colore rosso rinforzato) sono Campania e Sicilia.

 

Per aiutare le persone socialmente fragili, ci sono diversi interventi che possono essere messi in atto a tutti i livelli di governo. In questo ambito, i comuni hanno un ruolo molto importante in quanto enti più prossimi alle esigenze dei cittadini.

Nei bilanci comunali, infatti,  c’è una specifica voce legata agli interventi per i soggetti socialmente fragili. Tra questi ci sono diverse categorie di persone: dagli indigenti agli individui con un reddito basso, fino ai migranti, i soggetti con dipendenze o gli ex detenuti

È questa la parte del bilancio in cui sono considerate le spese per vitto, alloggio e indennità di denaro per assistere le persone in difficoltà. Sono comprese inoltre tutte le uscite dedicate alla gestione delle strutture e dei servizi dedicati alla riabilitazione e all’inclusione di chi è a rischio di marginalizzazione.

Tra le città con più di 200mila abitanti, Bologna è quella che ha uscite maggiori con 102,51 euro pro capite. Quasi il doppio del valore riportato da Roma, la seconda in classifica, che è pari a 65,51. Seguono Venezia (58,04) e Genova (54,06). I tre comuni che spendono di meno sono Firenze (18,26 euro pro capite), Verona (16,14) e Bari (4,92).

Vediamo, con l’aiuto dei grafici elaborati da Marco Panico, qual è nello specifico la situazione in Puglia e a seguire nella provincia di Taranto, relativamente alla spesa pro capite destinata al contrasto della marginalizzazione sociale (dati risalenti al 2020). Taranto con 10,31 euro ad abitante si piazza in una posizione bassa nella classifica regionale (BAT prima con 46,35 euro di spesa a persona), risultando essere al di sotto della media nazionale (16,09 euro pro capite).

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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