Principale Cultura & Società Le tarantine sono le donne più belle

Le tarantine sono le donne più belle

Le tarantine sono le donne più belle

di Evelyn Zappimbulso

Che le donne tarantine fossero di una rara bellezza ne è piena la letteratura. Ad esempio, ai tempi di Niceforo Foca accadde qualcosa di sorprendente. L’Imperatore bizantino fece infatti arrivare architetti dalla Grecia perché ricostruissero la città dopo la distruzione dei Saraceni, ma, a lavoro concluso, molti non vollero tornare nella terra natia perché innamorati perdutamente delle donne di Taranto. Architetti bizantini e donne tarantine si unirono in matrimonio e d’allora ne nacque una lingua strana, un misto di greco e latino, tanto che ancora oggi, nel linguaggio dialettale, è rimasta qualche traccia di vocaboli dal sapore “esotico”: babbione, citro, paturnia, vastàse, rummàte, vummìle… tutte parole derivate dall’incrocio con la lingua greca.

Facciamo un salto indietro di qualche secolo. Elisio Calenzio, precettore di Federico I d’Aragona, volendo fare ingelosire la sua amata Olimpia, scrive in De Puellis Tarentinis un paio di righe in lode alle tarantine:“tali che non hanno venerato nessuna divinità, se non Venere”. Insomma, talmente belle da non dover ringraziare nessuno.

Chissà chi ricorda la “Tarentilla”, ossia la ragazza di Taranto, descritta da Nevio in una commedia che ha come protagonisti due giovani che si recano a Taranto assieme ai loro servi; qui si abbandonano agli stravizi e perdono letteralmente la testa per la stessa ragazza di Taranto. La Tarentilla, maliziosa, civettuola, una perfetta femme fatale. Il fascino da lei esercitato fu smisurato, tanto da indurre i due giovani a dilapidare il loro patrimonio per assecondare ogni suo capriccio.

Ma la bellezza delle donne di Taranto non è narrata solo come bellezza fisica, come apparenza. Leggende e poeti ne lodano anche la forza dello spirito e la bontà d’animo La storia ci porta ad altre due donne, stavolta (non ne voglia la “Tarentilla”) di sani principi.

Partiamo da Plottide, la bella tessitrice. Sapevate che Taranto era famosa per la qualità della sua lana? Una lana talmente pregiata che le pecore venivano ricoperte con un manto di cuoio, nutrite con particolare attenzione e, prima di essere tosate, venivano lavate nelle acque del Galeso con le radici di una erba detta “lanaria”.

Da queste lane si otteneva la tarantinìdion, usata per le vesti delle danzatrici e delle donne più ricche perché particolarmente soffice e leggera, a tratti trasparente, tipo “vedo/non-vedo” (e, per questo, considerata a volte sconveniente). Un vero must per l’epoca. La lavorazione della lana era un compito affidato esclusivamente alle donne. Leonida da Taranto ha immortalato nei suoi versi una tessitrice di nome Plottide, la cui bellezza è rimasta intatta fino all’ultimo giorno della sua vita.

Plinio il Giovane, invece, tramanda di un’altra bellezza di Taranto. Il suo nome è Eraclea, donna casta e onesta. Pur essendole morto il marito, non volle più nessuno accanto a sé, convinta che quel primo amore dovesse essere anche l’unico. Un giorno vide cadere un uccellino da un nido di cicogna. Mossa a compassione, lo raccolse tra le mani, ne curò la zampetta ferita e lo nutrì finché non divenne capace di volare. Qualche tempo dopo, mentre si trovava seduta accanto al sepolcro del marito, tornò da lei la cicogna, le si pose in grembo e si lasciò cadere dal becco una preziosa gemma, in segno di gratitudine per averla salvata con amore e dedizione.

Quanti sguardi di progenie di Ternetilla, Plottide ed Eraclea si incontrano passeggiando per le vie del borgo? Un dato è certo, al netto di miti e leggende, le donne di Taranto trasudano fascino e forza dagli occhi. Proprio quegli occhi che le mascherine degli ultimi due anni hanno messo in evidenza più di ogni trucco. L’abbraccio di folla della settimana santa tarantina appena conclusa, per chi l’ha vissuta per strada, ce l’ha ricordato: le donne di Taranto sono degne figlie di Terentilla, Plotttide e Eraclea.

Evelyn Zappimbulso Vice Direttore Corrierepl.it

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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