Principale Cultura & Società Taranto ha bisogno di rinascere

Taranto ha bisogno di rinascere

Taranto ha bisogno di rinascere

di Marcello di Noi

Troppi psuedo-maratoneti iscritti alla corsa verso Palazzo di città: è questo il futuro che cerchiamo?

E’ un momento complicato. Lo sappiamo. Perchè quel che accade nell’est Europa ci coinvolge, in qualche modo. Lo sentiamo più di altre volte perchè i social, la comunicazione in generale è più ampia e soprattutto arriva ovunque: è il terzo millennio, oneri ed onori.
Ci piacerebbe ascoltare la pace, respirarla un po’ come qui da noi son stati i Riti abbracciati da tantissima gente, a prescindere dall’approccio. Ci piacerebbe vivere una società migliore, nonostante contraddizioni e diversità che non vanno respinte ma accolte. Eppure, temiamo per quel che potrebbe accadere. E chi crede, prega ogni giorno di più, ogni volta più forte.
Sì, è un momento complicato. E lo è anche per questa nostra terra, questa città che quotidianamente combatte, spesso rassegnata se volete, un male antico: l’incertezza nel futuro. E per quanto e quanti s’illudono di una svolta, spesso la realtà spazza via speranze e sogni.
No, non è disfattismo o al limite pessimismo. Taranto ha bisogno di rinascere, dipingere una tela di assoluto valore ed eterno se possibile. Però, oggi s’arrampica come Sisifo, punito da Zeus: un destino a cui tenta di sfuggire, perchè quel masso sollevato dal re greco finalmente non rotoli ogniqualvolta sia raggiunta la cima.
E allora, ci lascia quantomeno perplessi la corsa a Palazzo di città. Perchè ai nastri di partenza ci sono centinaia e centinaia di pseudo-maratoneti, taluni allenati e pronti a tagliare il traguardo, mentre tanti tantissimi si perderanno per strada, finiranno nel dimenticatoio, abbandonati dalle proprie povere forze e da chi li ha iscritti. Ne vale la pena, ci chiediamo? E’ questo il futuro che cerchiamo?
Ecco dov’è finita la politica. Un baraccone che accoglie tutti per poi liberarsi della zavorra. Senza limiti di valori e idee, fatta di traslochi e incoerenza, soprattutto di proclami buoni solo per quella fetta di popolo bue che ancora crede negli asini che volano.
Ecco, il momento complicato potrebbe e dovrebbe indurre a riflessioni positive se chi aspira a guidare la nostra città fosse finalmente fulminato sulla via di Damasco. Perchè la politica è occuparsi degli altri, operare per gli altri, agire per gli altri. Perchè la politica è confronto, discussione, ma soprattutto dialogo, condivisione, ascolto. E’ rispetto del ruolo per cui si è chiamati a svolgere, è rispetto della gente che giorno dopo giorno affronta i propri problemi. E su tutti è credere nelle proprie idee senza mai offendere quelle degli altri.
Non ci piace la politica delle accuse personali, talvolta degli insulti, delle aggressioni verbali, del diniego dell’avversario. Non ci piace l’arroccarsi dietro convinzioni ortodosse, specie quelle di ritenersi depositari della verità assoluta. Non ci piacciono le lobby, le sacrestie e i raduni carbonari.
Taranto ha voglia d’essere una città a misura d’uomo, che non debba elemosinare un tozzo di pane per poter vivere. Taranto vuole e deve liberarsi delle manette in cui spesso è stata imprigionata ma s’è anche imprigionata. Troppi falsi amici le girano intorno, troppi falsi profeti la ammaliano, troppi falsi sacerdoti ne occupano il tempio, troppe le ancelle che ronzano. Ma Taranto ha bisogno anche e soprattutto di se stessa, perchè in passato troppe volte è stata complice di nefandezze o semplicemente piegata o gattopardescamente amica del reuccio di turno. Taranto va incontro alle sfide del futuro, e chi andrà a governarla non può rinchiudersi in se stesso ma può e deve ascoltare anche gli altri. Da soli non si va da nessuna parte.
Ecco, il momento è complicato e la Pasqua è una speranza di resurrezione. Le armi ci fanno paura, la pace è lontana e ciò ci rabbuia. Ma se il Cristo è davvero risorto, se la Storia ci insegna che si può rinascere, allora crediamoci. Crediamoci tutti, ci creda la nostra città. Auguri sinceri.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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