Principale Cultura & Società Sport & Motori Grande tennis a Grottaglie, nell’Open vince una ucraina

Grande tennis a Grottaglie, nell’Open vince una ucraina

XII Open Città d’Arte a Grottaglie, un grande successo. E l’Open Femminile lo vince una tennista ucraina

Sedici giorni di grande tennis nella città delle ceramiche nell’evento organizzato dal Circolo Tennis Grottaglie. La Buriachok vince e dedica la vittoria al suo popolo in guerra, tra gli uomini si impone l’argentino Hess

 

Dopo sedici giorni e centinaia di partite di altissimo livello, si conclude tra gli applausi la dodicesima edizione dell’Open Città d’Arte a Grottaglie, torneo di tennis organizzato dal Circolo Tennis Grottaglie con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

Numero record di partecipanti (oltre 200 le iscrizioni) e pubblico sempre numeroso all’impianto di Viale Maratoneti: il bilancio della kermesse, dopo due anni di rinvii causa covid, è straordinariamente positivo.

Tra gli uomini, il torneo di seconda categoria è stato vinto dal ventunenne argentino Sean Hess, che in finale ha avuto la meglio sul suo connazionale Felipe Escalona per 5-7, 6-2, 6-4.

La terza categoria ha visto il trionfo di Gabriele Nardelli, che nell’atto conclusivo si è imposto su Valerio Trabacca per 6-4, 6-1.

Gianluca Rizzo ha invece vinto la quarta categoria, battendo in finale Vincenzo Lo Re per 6-3, 6-2. Gianfranco La Grotta, invece, si è aggiudicato il torneo “non classificati” con un netto 6-0, 6-2 a Sean Scott Sannino nell’ultima gara.

Ma l’emozione più grande è arrivata con la vittoria, nella finale dell’Open Femminile, di Iryna Buriachov, che ha avuto la meglio sulla bravissima Anna Maria Battista per 6-3, 6-4. Per la tennista ucraina, neo mamma per la seconda volta e al ritorno all’agonismo dopo un lungo periodo di inattività, una dedica speciale per il suo popolo coinvolto in una guerra tanto assurda quanto sanguinosa.

“Non nascondo l’emozione per la vittoria di Iryna – ha confessato a fine evento il presidente del Circolo Tennis Grottaglie, l’avvocato Michele De Marco – che accende i riflettori su una questione per la quale non rimaniamo indifferenti e che ci concede un pensiero in più per queste persone meno fortunate e che stanno soffrendo”.

Sull’evento: “E’ stato un successo quasi insperato, considerando lo stop forzato per due anni a causa della pandemia. Spalti sempre pieni, feedback positivi da partecipanti e appassionati: sono davvero soddisfatto. Un ringraziamento speciale va a tutto il nostro staff, dal direttore sportivo Nicola Valentini al giudice arbitro Anna Claudia Damiana Fumarola, che si è ancora una volta dimostrato eccellente”.

 

 

“Il Pil – affermava in un’intervista – sarebbe una misura economica utile se riuscisse almeno a rendere l’idea della distribuzione della ricchezza di una nazione. Però il Pil può avere segno positivo anche quando l’80% della ricchezza va all’1% della popolazione: ma quella non è una nazione ricca, perché un’economia può essere definita in espansione solo quando l’aumento del benessere è distribuito tra la maggioranza della popolazione. È una delle tante misurazioni imperfette della contabilità nazionale che non sono tarate sull’appartenenza a una determinata categoria di reddito. Potrei citare allo stesso modo l’inflazione, che è maggiore per chi ha un reddito basso, perché gran parte di esso è assorbito dall’acquisto di beni alimentari, di benzina e negli affitti. Tutte spese vincolanti e caratterizzate da alta inflazione. Per chi è ricco, invece, queste spese rappresentano una porzione irrilevante del reddito”.

 

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