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Energia, Casanova (Lega), “Sì alla diversificazione fonti ma mettere in sicurezza cittadini e imprese”

Roma, 5 gen. (askanews) - Nel periodo delle festività natalizie i consumi elettrici italiani hanno registrato una sostanziale crescita, confermando il trend positivo che ha caratterizzato il 2021 e che ha visto il fabbisogno energetico tornare sui livelli pre-Covid. Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 20 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022, i consumi elettrici italiani sono aumentati dell’8,7%, rispetto allo stesso periodo del 2020-2021, e del 13,7% rispetto a quello del 2019-2020, facendo misurare dati in linea con quelli registrati nel 2016-2017.La dinamica in flessione non si discosta da quella tipica del periodo natalizio e, come di consuetudine, fa toccare valori assoluti in energia tra i più bassi dell'anno.In termini destagionalizzati, nelle due settimane in esame, caratterizzate da temperature miti rispetto alle medie stagionali, il livello della produzione rinnovabile corretto dagli effetti di calendario e temperatura è aumentato del 3,6% rispetto all’anno precedente. Le fonti pulite hanno raggiunto i 9,3 TWh, con l’idroelettrico e l’eolico che hanno contribuito per i due terzi della produzione complessiva. In particolare, in Italia il 25 dicembre 2021 le fonti rinnovabili hanno coperto il 43% della domanda elettrica giornaliera.
BRUXELLES  – “E’ legittimo valutare le diverse alternative per non essere più dipendenti da Mosca, a livello italiano ed europeo, ma deve esser chiaro l’impegno da parte di tutti affinché le nuove soluzioni non siano più onerose delle precedenti. Famiglie ed imprese sono alla canna del gas: gravarle di ulteriori costi minerebbe la tenuta economica del nostro Paese. Non sfugge a nessuno, infatti, che i contratti con i fornitori storici sono pluriennali e, come tali, vanno onorati a prescindere (parliamo di miliardi e miliardi di euro).
Né che le nuove fonti rischino di costare di più. Ciò che è essenziale è che questo combinato disposto, frutto di una politica energetica miope e del  fondamentalismo ambientalista di Pd e cinquestelle, non la paghino gli italiani. Servono chiarezza e contromisure immediate e, soprattutto, serve certezza sull’operatività delle nuove fonti, dato che oggi ci troviamo a dover recuperare il colpevole ritardo accumulato: basti pensare che l’Italia è passata in pochi anni a produrre soli 4 miliardi di metri cubi di gas, dagli iniziali 20, e che per realizzare un solo gasdotto al Sud abbiamo dovuto superare le barricate dell’attuale Ministro degli Esteri e di tutti i grillini e propugnatori della decrescita felice.
Oggi hanno cambiato idea ma è tardi. Il 16% delle imprese ha già chiuso i battenti, un altro 32% rischia di farlo a breve. Dunque, non solo nuove fonti ma subito una strategia per salvare cittadini ed imprese e mettere in sicurezza il Paese”.
Così in una nota Massimo Casanova, europarlamentare della Lega.

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