Principale Cultura & Società Taranto, il vescovo Santoro ricorda le vittime del lavoro

Taranto, il vescovo Santoro ricorda le vittime del lavoro

Taranto, il vescovo Santoro ricorda le vittime del lavoro

Nel discorso prima del pellegrinaggio dell’Addolorata, ha parlato anche delle vittime della guerra.

Questo il discorso dell’arcivescovo mons. Filippo Santoro all’uscita del pellegrinaggio di questa notte, dell’Addolorata.

“Fratelli e sorelle,

è bellissimo per noi stare qui, ai piedi di questa scalinata!
Saluto il parroco di Taranto vecchia, monsignor Emanuele Ferro, il commissario Giancarlo Roberti e tutta la Confraternita dell’Addolorata.
Saluto tutte le Autorità Civili e Militari qui presenti, ma soprattutto saluto voi devoti. Il mio saluto giunga fino in fondo alla ringhiera, in tutti i vicoli e le stradine, a voi che qui affollate ogni angolo, nell’attesa di scorgere il volto della beata Madre, agli amici che sono ormeggiati in Mar Grande e a tutti coloro che grazie ai media hanno la possibilità di ricevere la bellezza di Taranto in questo momento. Vogliamo venerare insieme la Madre di Dio, che torna in questa notte, per le nostre strade, pellegrina di speranza.
Ho negli occhi e nel cuore tutte le sensazioni di quell’ormai lontano 2020 quando ho voluto io stesso mettermi sotto quelle che voi chiamate sdanghe. Intorno c’era un silenzio assordante ed inquietante, quando mi sono affacciato per benedire, questo spiazzo era tristemente deserto. Eppure vi ho sentiti. Le vostre preghiere erano percepibili con nettezza straordinaria, avevo la sensazione di potervi guardare negli occhi e di poter pregare con voi. Segno che quello che avviene qui con straordinaria bellezza ed è visibile agli occhi quale testimonianza di fede, è ben maggiore sotto il profilo spirituale, l’arricchimento che ne ricaviamo è ancora più grande di questo splendido spettacolo che riempie il cuore di tutti.

L’Addolorata pellegrina nella notte ci dice che il buio c’è ancora ma che con Lei possiamo metterci in cammino sicuro. Qui voglio ricordare tutti coloro che per il Covid ci hanno lasciato e sono tanti. Sono sicuro che ogni famiglia abbia vissuto il suo calvario, per isolamento, malattia e spesse volte per la morte di persone conosciute e amate. Vogliamo ricordare i nostri cari qui ai piedi di Colei che ha pianto per suo Figlio, insegnandoci a confidare che la morte non è l’ultima parola sulla vita.

E voglio ricordare tutte le vittime di questa guerra sacrilega, come la chiama il Papa; tutti i morti di questa ingiusta e barbara aggressione. Ti preghiamo o Madre nostra di intervenire nelle menti e nei cuori turbati dal potere e dal peccato. Che la forza del male non vinca sul bene e che questo terribile conflitto non si estenda distruggendo tanti innocenti e contaminando il clima e tutta la terra.

Ora la Madre velata di nero, percorrerà le nostre strade impetrando con noi e per noi il dono della Pace. Ella viene a dirci con la semplicità che contraddistingue le mamme, che il nostro mondo ha bisogno di Dio! Senza di Lui non possiamo far niente, ci dice il Vangelo. Senza di Lui possiamo avere la sensazione di avere il mondo in pugno, di essere padroni di ogni cosa, ma poi basta che l’odio e il potere prendano il sopravvento nel cuore e degli uomini e ci sentiamo soverchiati dall’impero delle tenebre. Per questo vogliamo seguire te e il messaggio di pace del tuo figlio che ci ha salvati col suo amore e la sua obbedienza.
Chi sono i pellegrini che seguono l’Addolorata? Artigiani di fraternità e di pace e annunciatori di speranza.
I torcianti che seguono silenziosi la Vergine, hanno acceso il loro voto e supplicano la Madre di Dio di essere ascoltati, ma al contempo la loro preghiera è portatrice di luce.
I Crociferi che sotto il peso della croce calcano a piedi nudi le pietre e l’asfalto portano avanti il giogo soave di Cristo che è capace di trasfigurare il mondo.

Ascoltaci o Madre di Gesù e mamma nostra, non lasciarci nelle tante prove della vita, nelle prove di questa città, non lasciare che il vento della guerra spiri sul mondo.
Davanti ai tuoi occhi c’è il nostro porto. Sono convinto che nel tuo cuore addolorato vi è la famiglia di Massimo che lì ha perso la vita, così come tutti i familiari delle vittime del lavoro. Il lavoro è per la vita non per la morte.

Maria Addolorata, tu che ti sei messa alla ricerca del Signore, e lo hai incontrato sulla via della croce, aiuta anche noi a cercarlo e trovarlo e non allontanarti mai da nessuno dei nostri calvari.
Con te, Addolorata, vogliamo svegliare l’aurora del giorno nuovo. Siamo nella notte, è vero, ma ci incamminiamo verso il mattino, perché sfolgori il sole di Pasqua e il nostro cielo risuoni di canti!

Donaci il tuo abbraccio e benedici tutti noi o Madre nostra!”

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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