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Barletta: caso di Cyberbashing. La nostra scommessa è ripartire dalla cura delle relazioni.

Si chiama Cyberbashing e si manifesta quando una o più persone aggrediscono un’altra mentre qualcuno riprende l’accaduto con l’obiettivo di divulgare poi il filmato in rete.
La violenza inizia nel “mondo reale” per consumarsi in rete.
È accaduto per l’ennesima vota a Barletta nel suo centro storico. protagoniste quattro ragazzine di circa tredici anni che dopo una serie di insulti avviano una rissa condita di ingiurie pugni e spintoni.
L’Assessora Regionale al Welfare Rosa Barone e il sottoscritto, Garante Regionale dei Diritti del Minore, condanniamo e manifestiamo profonda preoccupazione per l’ennesimo segnale di fragilità e sofferenza della popolazione giovanile.
Sottolineiamo, inoltre, che dinamiche come Bullismo e Cyberbullismo si sviluppano perché, a fronte di un violento e di una vittima, c’è un pubblico che assiste e reitera la violenza, attraverso la diffusione delle immagini in rete.
I Cittadini, le Istituzioni, il mondo della scuola non possono essere, in tal senso, spettatori passivi di queste dinamiche ma devono agire azioni responsabilizzanti, oltre che di massima tutela delle persone di minore età, promuovendo le logiche di una comunità riparativa che si prende cura delle relazioni.
La Regione Puglia, l’ufficio del Garante regionale dei Minori, l’USR e il mondo del terzo settore, già attuano quanto previsto dalla Legge Regionale 50/2018 per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo, promuovendo azioni di informazione e sensibilizzazione nelle scuole e nei territori.
Segnaliamo il ruolo nevralgico negli interventi di tutela della Polizia di Stato chiamata, spesso, a presidiare la rete virtuale da condizioni di abuso.
Richiamiamo, altresì, alla esemplare funzione che può avere la procedura di Ammonimento del Questore come elemento dissuasivo nella condotta di questa tipologia di reati.
E ancora, il V Piano Regionale delle Politiche Sociali, 2022-2024, nella logica di una sempre maggiore sistematizzazione e modellizzazione di azioni sperimentali, ha promosso in questi anni in favore dei Minori, come rilevato anche in sede di concertazione con il garante dei Diritti del Minore, con il Centro Giustizia Minorile, la standardizzazione dei Patti di comunità come strumento di lavoro condiviso tra i diversi enti e agenzie educative del territorio.
Dalla comunità e dalla cura delle relazioni bisogna ripartire.
Ludovico Abbaticchio

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