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È tornato l’Uno Maggio Libero e Pensante

È tornato l’Uno Maggio Libero e Pensante

Presentati i dettagli del concertone dal Comitato organizzatore.

Si è tenuta sulla piattaforma Zoom, stamane, la conferenza stampa per annunciare l’organizzazione del concertone tarantino. La scaletta, come da tradizione, è ancora ignota. “Uno Maggio Libero e Pensante”, come sottolineato dal Comitato organizzatore, non è mai stato un evento: è il frutto di un processo politico più vasto, portato avanti insieme alle comunità del territorio, per chiedere la chiusura di tutte le fonti inquinanti che hanno messo in ginocchio la città.

“Avevamo la necessità – le parole di Simona Fersini, presidente del Comitato – di essere presenti in carne e ossa, nel Parco delle Mura Greche, per fare il punto della situazione sulle lotte che ciascuno di noi fa sul proprio territorio e sul proprio posto di lavoro. Durante la pandemia ci hanno detto che le nostre vite sarebbero migliorate ma è evidente che non è stato così. Lo dimostrano le tante inchieste sui presunti illeciti all’interno del sistema sanitario, gli scarsi investimenti nel comparto della salute e della formazione, sino ad arrivare al PNRR. Il piano, nei fatti, non ci aiuta ad uscire da questo modello di sviluppo basato sulle logiche del profitto“.

Lo ha definito un filo rosso che collega tutte le vertenze, il modo in cui i lavoratori soccombono senza essere protagonisti del cambiamento a cui si auspica. “Il tema del concertone – ha concluso Fersini – si concentra proprio su come operai ed operaie possono essere protagoniste di una transizione ecologica giusta. Transizione che sia effettiva, non una mera operazione di greenwashing (neologismo inglese che viene tradotto come ambientalismo di facciata).

A seguire ha preso la parola Raffaele Cataldi – operaio ex Ilva in amministrazione straordinaria – chiedendo “come si possa accettare un lavoro che procura problemi di salute e morte, aggiungendo, che non si può accettare. Quando si parla di industria ambientalizzata, di decarbonizzazione e d’idrogeno, si vuole distogliere l’attenzione – ha proseguito Cataldi – dai problemi reali“.

A tal proposito, Virginia Rondinelli del Comitato ha dichiarato che “Per noi l’1 maggio è uno strumento che ci permette, grazie alla musica, di amplificare le istanze che normalmente sono inascoltate e per smentire un’informazione manipolata. Andando ad incontrare le varie realtà lavorative in tutta Italia, abbiamo capito che le dinamiche sono le stesse che viviamo noi”. Durante il concertone saranno dunque presenti i lavoratori di Civitavecchia, Falconara, Bergamo, Veneto, Alitalia, Cementir e i lavoratori e le lavoratrici della cultura e dello spettacolo.

Virginia Rondinelli ha inoltre chiarito che interesse del Comitato è risvegliare la coscienza civile, il pensiero critico e tutto ciò che è stato sedato dal momento in cui, esprimendo un’opinione diversa, si è fuori dal pensiero unico del coro. Per perseguire quest’obiettivo hanno invitato accademici come l’economista Mario Pansera e Stefania Barca affinché possano portare, sul palco, il loro sapere. La dottoressa Barca, per esempio, parlerà di (in)giustizia ambientale e oltre loro ci saranno: Luisa Impastato, Aboubakar Soumahoro, Cecilia Strada, Raffaele Crocco, Crsitina Mangia, Francesco Gonella, Valentina Petrini, Roberto Lucchini, Riccardo Noury di Amnesty International, No Tav, Fridays For Future, No Tap, Associazione Bianca Giudetti Serra, Rete contro la militarizzazione, No Muos, Terra dei fuochi, Campagna per il clima fuori dal fossile, Rise up 4 climate justice e Extinction rebellion.

presentare il concerto saranno Martina Martorano, Serena Tarabini e Andrea Rivera.

La direzione artistica è invece di Diodato, Roy Paci e Michele Riondino. Quest’ultimo durante la conferenza stampa ha dichiarato che l’edizione ‘22 la dedicheranno alla voglia di tornare alla normalità gradualmente, proprio come vorrebbero si tornasse ad una qualità di vita normale spegnendo, gradualmente, l’acciaieria. La forza lavoro, ha dichiarato, potrebbe così continuare a lavorare e che chiunque, ad oggi, citi l’ambientalizzazione, la decarbonizzazione o parli di acciaieria a idrogeno “non fa altro che tirare volate alle varie campagne elettorali. Ben venga un impianto ad idrogeno ma trovate un posto dove farlo e costruitevelo”.

A breve a Taranto ci recheremo ai seggi quindi, a proposito di campagne elettorali, gli abbiamo chiesto cosa è cambiato da quando saltò l’edizione ’17 proprio per le votazioni, allora, imminenti e in cui dichiararono: “Un segnale forte alla politica perché non faccia di questa manifestazione uno strumento per l’imminente campagna elettorale pro o contro qualcuno. Un segnale forte alle forze oscure di questa città pronte a utilizzare per scopi elettorali e politici tutto ciò che ruota intorno a #unomaggiotaranto”.

Michele Riondino ha così risposto: “È cambiato innanzitutto che ci sono stati due anni di pandemia che ci hanno bloccati in casa e qui ci stiamo suonando addosso, non possiamo più trattenerci e dobbiamo tornare assolutamente in quella piazza perché è una piazza utile alla città e all’Italia, non solo alla vertenza Taranto. È una piazza/megafono utile a tante realtà di lotta, a tanti compagni e a tanti antagonisti e attivisti che non hanno la possibilità di avere un palco e una sponda mediatica come quella che offriamo noi. Già questo basta per dire quanto è cambiato rispetto all’ultima tornata elettorale e l’altra risposta è che siamo un po’ stanchi di doverci giustificare ogni voltaUno Maggio Taranto fa politica e la facciamo dall’inizio, alla fine. Il discorso ora è che chi vuole utilizzare l’unomaggioliberoepensante per fare campagna elettorale è sicuramente chi lo detesta e ci diranno che siamo i violenti, che ce la cantiamo e ce la suoniamo, siamo i narcisisti e quindi rovineremo gli alberi, andremo a fare i nostri bisogni nei portoni dei palazzi limitrofi, ci drogheremo e ci ubriacheremo. Chi invece vorrebbe utilizzare il nostro palco per fare campagna elettorale utilizzando i nostri temi, comunque utilizzerà il tema del concertone per dire “a guardate quelli che sono amici di quelli, che però vanno contro quegli altri” ma il discorso è che noi esistiamo. Uno Maggio Libero e Pensante esiste dal 2013 e il fatto stesso di esistere è un elemento che chi vuole può usarlo in campagna elettorale ma in città sappiamo perché esiste e non possiamo far altro che continuare a fare quel che sappiamo fare e che vogliamo fare, a prescindere da una tornata elettorale che ha a che fare con il ComuneNoi non parliamo solo di Taranto e per Taranto, abbiamo tanti altri argomenti, siamo sotto un riflettore nazionale e non possiamo sottrarci perché a Taranto c’è la battaglia dei quattro candidati sindaco. Fortunatamente noi siamo andati sempre d’accordo con le forze dell’ordine perché, per sfortuna di quelli che ci odiano, abbiamo sempre rispettato le regole e continueremo a farlo quindi non vedo perché non dovrebbe esistere quest’anno”.

L’organizzazione per gli ingressi al Parco sarà adattata ai decreti, in materia di covid-19, in vigore nel giorno in cui si terrà il concerto e oltre al super ospite Gianni Morandi, ci sarà: Ermal Meta, Giovanni Caccamo, Cosmo, Fabio Celenza, Calibro 35, Tre allegri ragazzo morti + Cor Veleno, Don Ciccio african party, Ditonellapiaga, Eugenio in via di gioia, Francesco Forni, Gaia, Med free orkestra + Fabrizio Bosso e Chiara Galiazzo, Melancholia, Erica Mou, N.A.I.P., Andrea Pennacchi, Terraròss, The niro, The zen circus, Giovanni Truppi, Margherita Vicario e 99 Posse.

(foto di Maurizio Greco)

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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