Principale Cultura & Società Musica, Eventi & Spettacoli : MOBRICI torna al Demodè Club da solista

[Intervista & Report]: MOBRICI torna al Demodè Club da solista

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Venerdì 8 aprile 2022 è tornato a Bari, nella cornice intimista del Demodè Club, Matteo MOBRICI – ex frontman della band milanese Canova – per il tour del suo primo album da solista “Anche le scimmie cadono dagli alberi” (2021, Maciste Dischi).

Apre la serata il giovanissimo e promettente Tommaso La Notte, originario di Giovinazzo (BA), che ha presentato alcuni dei brani contenuti nel suo disco “Pop notturno”, uscito l’11 marzo scorso per Auand Records, storica etichetta discografica pugliese.

A scaldare l’atmosfera prima dell’arrivo di Mobrici, c’è stata anche una playlist scelta direttamente da quest’ultimo, la quale annunciava già il sapore cantautorale del live che di lì a poco avremmo vissuto. E così, subito dopo “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, ecco salire Matteo con occhiali da sole, giacca rossa, cappello e l’immancabile mascotte del tour: la scimmietta “I <3 MOB”, posta sulla tastiera.

Il concerto inizia nel tripudio di applausi del pubblico con Canale 5, una delle sue canzoni più frizzantine e prosegue, alternando pezzi del suo nuovo album quali 20 100, Amici così e Anna meraviglia con le storiche dei Canova, Manzarek, Threesome e 14 sigarette. Accompagnato da una band rimasta per tutto il tempo intorno a lui ma quasi al buio e seduto dietro la sua tastiera rossa o imbracciando la chitarra acustica, Mobrici ha coinvolto tutti i presenti con la grande presenza scenica che lo contraddistingue e pochissimi momenti di parlato. Con quattro grandi cuori piangenti sullo sfondo, ci ha raccontato ogni storia contenuta nel suo ultimo lavoro, presentandoci sul palco anche un quinto cuore, il suo, un cuore pulsante, vero e sincero. Insomma, una sorta di riconferma della sua già nota romantica identità artistica e personale.

I fan adrenalinici, si sono liberati di tutte le costrizioni subìte in questi ultimi due anni, ballando tra loro e cantando a squarciagola anche gli altri brani in scaletta come Un bacio, TVB, Scende e Tassisti nella notte. In alcuni momenti le loro voci hanno addirittura sovrastato quella inconfondibile e potente di Matteo, il che ha creato una grande sintonia e ha ridotto del tutto le distanze, dando luogo a uno spettacolo un po’ rock ‘n’ roll, un po’ strappalacrime. In omaggio ai suoi idoli assoluti, gli Oasis, ha concluso la canzone Cantautore con la celebre frase “But don’t look back in anger, I heard you say”, chiedendo ironicamente supporto alle prime file per la pronuncia inglese corretta.

Immancabili anche altri pezzi “canoviani” Santamaria, Ramen e Per te, intervallati dalla cover di Stavo pensando a te di Fabri Fibra, pubblicata lo scorso 1° aprile in collaborazione con Fulminacci. A concludere il live – oltre alla stupenda Povero cuore, presente nell’album insieme al buon Brunori Sas – la cosiddetta canzone-manifesto che nel 2017 ha segnato l’ascesa della sua vecchia band, Vita sociale. È stato il momento giusto per scendere tra il pubblico affacciandosi sulla transenna, con batticinque e batticuori irrefrenabili.

In quel frangente ho pensato: “Finalmente sono tornati i concerti che ci piacciono tanto”.

(Ringrazio HELP – PR & MEDIA RELATIONS per la fattibilità dell’intervista.)

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