Principale Ambiente & Salute Sostenibilità, Agenda ONU 2030, ESG: Environmental, Social e Governance

Sostenibilità, Agenda ONU 2030, ESG: Environmental, Social e Governance

Sostenibilità! Un termine inflazionato, lacerato prima di generare tutte le ricadute positive connesse al termine medesimo. Termine usato al G20 a Glasgow e in ogni settore.

Attendiamo il lavoro delle Nazioni Unite per definire il concetto in maniera univoca.

Urge una rigorosa riflessione ai fini di una seria regolamentazione. Ha ragione Panerai quando afferma che sostenibilità deve essere un termine protetto da diritto d’autore “sia per pronunciarlo sia per scriverlo”.

Fu l’ONU 35 anni fa a usarlo con il Rapporto Brundtland Onu common future e letteralmente recitava “Lo sviluppo sostenibile, come hanno soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.

Lapidario quanto anni fa scrisse in proposito Engelman nel suo quasi introvabile libro “E’ ancora possibile la sostenibilità?”Quella in cui viviamo è l’epoca della sosteniblablablà, una profusione cacofonica di usi del termine “sostenibile” per definire qualcosa di migliore dal punto di vista ambientale o semplicemente alla moda […].

Il suo impiego in ambito ambientale è esploso a seguito della pubblicazione de “Il futuro di noi tutti” nel 1987, il rapporto della Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo attraverso, una diffusione sempre più a livello popolare, il termine “sostenibilità” sembrò divenire sinonimo dell’aggettivo “verde”, altrettanto vago ed elusivo, che alludeva a un non ben definibile valore ambientale, in termini di “crescita verde” o “lavori verdi .

Davvero esiste l’esigenza di spiegare a tutti cosa dovrebbe significare sostenibilità e in che modi la si raggiunge. Nel settembre di 7 anni fa 93 Paesi dell’Assemblea Generale dell’Onu decisero di adottare quella che comunemente viene chiamata l’Agenda 2030, un documento denominato:Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il documento elenca 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, cioè punti di una strategia delle Nazioni Uniteper ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”.

I 17 obiettivi che l’Onu si è dato per rendere sostenibile un modello di sviluppo che non lo è più

Questi obiettivi di sviluppo sostenibile sono noti come SDGs(Sustainable Development Goals , e si richiama la necessità di adottare un approccio basato sul ciclo di vita per raggiungere dei livelli di produzione e consumo più sostenibili, invitando ad adottare strumenti per misurare e quantificare le performance in termini di sostenibilità.

Gli obiettivi sono raggiungibili attraverso 169 traguardi a essi associati.

E’ questo il nucleo dell’Agenda 2030

Gli strumenti che possono aiutare per evitare che pratiche di greenwashing siano spacciate come green sono il rating ESG, l’impronta del carbonio e l’analisi del ciclo di vita.

Clamoroso poi che al festival di Sanremo una regina delle fonti fossili e del progetto fasullo sul sequestro del biossido di carbonio diventa sponsor della edizione 2022 promuovendo le rinnovabili.

Un’evidente quanto preoccupante operazione di “greenwashing”!

Certo che una lettura del piano d’investimenti 2021/2024 con un 65% destinato alle fonti fossili e un quinto destinato a un generico green colpisce molto.

Il green di ENI è il nucleare della futuribile quarta generazione o degli small Reactor?

Green un’azienda che destina in un quadriennio 18 miliardi alla estrazione? Questa è la dirigenza RAI e questa è la dirigenza ENI.

Di vera verifica di sostenibilità attraverso il calcolo dell’impronta del carbonio (carbon Footprint), l’analisi del ciclo di vita (LCA), gli investimenti con criteri ESG (Environmental, Social, Governance) proprio non se ne parla nelle grandi aziende pubbliche italiane.

Un’altra riflessione va fatta sui treni ad alta velocità

Una ricerca sull’impronta del carbonio di una linea ad alta velocità è stata elaborata facendo riferimento a 194 città cinesi. Ricerca fatta dalla School of Economics and Management, della Beijing Jiaotong University e dell’università di Denever.

Il risultato è stato che l’alta velocità ferroviaria porta a un aumento delle emissioni di carbonio. In verità nei Quaderni dell’Osservatorio per il Tunnel in Val di Susa si evidenzia chiaramente che solo dopo molti anni dalla costruzione del tunnel si raggiungerà il saldo zero del carbonio.

E’ un dilagare di greenwashing, di sostenibilità pur di agguantare le risorse del PNRR dove senza verifica alcuna tutto diventa green, sostenibile e da concludere in fretta.

Erasmo Venosi

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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