Principale Politica L’ora della resa dei conti tra i Cinque Stelle

L’ora della resa dei conti tra i Cinque Stelle

Di Battista difende Conte, ma Di Maio vuole un chiarimento. Non manca chi, nella galassia pentastellata, è orientato più ad andare al voto che a mantenere la stabilità di governo

 
© Aleandro Biagianti / Agf – Luigi Di Maio e Giuseppe Conte

Entra in campo, nel dibattito sul Quirinale, anche Alessandro Di Battista. L’ex frontman del Movimento 5 stelle sui social difende Giuseppe Conte: “Da anni è necessaria una riflessione politica all’interno del Movimento ma è vigliacco mettere oggi sul banco degli imputati l’ultimo arrivato che al netto d’idee diverse su alcune questioni considero persona perbene e leale”.

La presa di posizione non passa inosservata e, a stretto giro di posta, l’ex premier, con i giornalisti, commenta: “Stimo Alessandro Di Battista. È una persona genuina, possiamo avere diverse opinioni politiche, ma lo rispetto e lo stimo. In politica, la qualità di essere persona perbene è importante per garantire che i traguardi siano ambiziosi, che ci sia l’etica pubblica. Ma essere perbene non è sufficiente. La politica deve esprimere delle battaglie e occorre anche tanta determinazione e coraggio”.

Certo è che le tensioni accumulate in M5s durante la maratona per il Colle restano. È stato il ministro degli Esteri, Lugi Di Maio, al termine della votazione che ha portato nuovamente Sergio Mattarella al Colle, a chiedere un chiarimento: “Io non commento quello che accade nelle altre forze politiche. Credo soltanto che anche nel Movimento 5 stelle serva aprire una riflessione politica interna”.

E Conte ha rivendicato: “L’ho detto prima io”. Un “chiarimento ci sarà senz’altro”. Quindi, non ha mancato di sottolineare: “Di Maio parla di fallimento” di alcune leadership? “Se ha delle posizioni le chiarirà perché anche lui era in cabina di regia. Non e’ un organo politico ma come ministro” ne ha preso parte e chiarirà i suoi “comportamenti. Siamo una comunità grande che può affrontare le discussioni”.

Netta la presa di posizione di uno dei vice di Conte, Riccardo Ricciardi: “Il Movimento è uno e Conte ha una legittimazione forte degli iscritti, se poi ci sono gruppi che ritengono di fare politica dentro i palazzi, questo non rappresenta il vero M5s. Sicuramente c’è una piccola minoranza con cui dovremo chiarire alcuni passaggi”, dice in un’intervista a ‘La Repubblica’. E su Di Maio, aggiunge, anche lui “dovrà rendere conto al Movimento di alcuni passaggi”. Quanto a Conte, non è in discussione “perché ha dimostrato che la politica non è solo questione di palazzo ma si fa con il consenso delle persone, fuori”.

Pochi commenti e, si apprende, chat M5s per lo più silenti il giorno dopo l’elezione di Mattarella, ma non manca chi, nella galassia pentastellata, teme che qualcuno possa essere orientato più ad andare al voto che a mantenere la stabilità di governo.

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