Principale Ambiente & Salute Pandemia e economia, una scelta di vita

Pandemia e economia, una scelta di vita

Luigi Benigno

avvluigibenigno@gmail.com

La pandemia è ancora presente nel nostro Paese?

La vaccinazione mette al riparo da conseguenze gravi chi è attinto dal virus?

Ebbene, queste sono alcune domande che meritano una riflessione.

Il Governo con il Commissario straordinario all’emergenza sanitaria procede con la sistemica vaccinazione globale. A cosa serve la vaccinazione? A differenza di altre vaccinazioni, il vaccino per il covid-19 non immunizza ma evita, in caso di contagio, di esporsi a conseguenze gravi.

L’obbligo vaccinale imposto dal governo, le limitazioni a carico dei non vaccinati di accesso agli uffici pubblici, alle poste, alle rivendite di tabacchi, etc. genera molte perplessità e dubbi di costituzionalità, soprattutto perché non vige più uno stato di pandemia.

In molti prende forma più che una sensazione che la politica abbia interesse a procrastinare lo stato di emergenza sanitaria; mai come in questi casi il governo è stabile, si azzerano i rischi di elezioni anticipate, che rientrano tra le prerogative dello stato italiano.

Se da un lato la stabilità politica, con un governo del fare, rappresenta un beneficio per l’Italia, il protrarsi dello stato di emergenza sanitaria, non più vigente in diversi paesi europei, acuisce e rende molto grave lo stato di epidemia economica, contro la quale non è agevole approntare un vaccino.

La pandemia ha prodotto oltre un milione di nuovi poveri, numero ben più elevato rispetto ai decessi. In circa due anni il numero dei poveri ha subito un incremento del +21,9% rispetto al pre-Covid. Di questi, le donne sono 532 mila (+22,9%); i giovani 222 mila (+23,2%). Sono invece 333 mila le famiglie in povertà assoluta in più.

Se non cessa lo stato di pandemia con le relative restrizioni si rende concreto l’alto rischio al quale sono esposte le famiglie che non hanno accumulato risparmi, circa  il 23,1% delle famiglie italiane.

Il rischio è ben più alto in termini di creazione di povertà; sono a rischio tutte quelle famiglie di impiegati e operai che mal possono affrontare l’inflazione che galoppa e i piccoli commercianti e artigiani che vedono le loro attività sempre meno frequentate dai clienti.

Si auspica che cessi lo stato di emergenza sanitaria e che riprenda la vita sociale, pubblica, si torni a viaggiare e a rimettere in moto l’economia superando lo stato di torpore in cui siamo sprofondati negli ultimi due anni.

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