Principale Politica Diritti & Lavoro Maturità nostalgica torna un solo scritto: scritto versus orale

Maturità nostalgica torna un solo scritto: scritto versus orale

Maturità nostalgica – Rammentiamo tutti Gramellini e la sua esternazione sulle innovazioni per gli esami di maturità “snelli”.

Le innovazioni per gli esami di maturità formulate dal Ministro per questo anno scolastico, probabilmente non saranno solo in risposta all’emergenza pandemica, ma sicuramente serviranno a svecchiare la scuola e le sue anacronistiche prove di valutazione.

L’uomo ha sempre amato la scrittura anche quando non gli riusciva facile

La scrittura fa bene, come e più di qualsiasi attività sportiva, coinvolge muscoli legamenti e ossa oltre al cervello, rallenta e modula l’espressività stimolando la rielaborazione e la riflessione.

Ma i nostri discenti di oggi avranno poco tempo in un colloquio di lavoro un domani , da affrontare forse anche a brevi distanze di tempo dalla maturità, e per il quale dovranno aver appreso come impressionare favorevolmente tramite la presentazione di se stessi e dei percorsi di apprendimento già seguiti.

Ma la scuola nonostante la farraginosità dei documenti cartacei che produce, allena poco alla creazione di valore: nel mondo reale, quello del lavoro, e non delle simulazioni didattiche, i discenti dovranno essere in grado di far percepire il Valore dei loro apprendimenti, delle loro competenze in tempi brevi, nei colloqui in cui dimostrare capacità relazionali e appropriatezza del linguaggio non solo scritto.

Eppure molti docenti si sono riempiti le orecchie e la bocca di tali esternazioni Gramelliniane, come con il principio dei vasi comunicanti, sfoggiandole sui vari social.

Gli stessi social a cui si iniziano ad approcciare, dopo interminabili lotte con il registro elettronico e con class-room, che talvolta sembravano far scomparire prove scritte e far comparire magicamente messaggi.

Le frontiere delle nuove tecnologie sembrano talvolta barricate dietro cui trincerarsi in un nostalgico desiderio di ritorno al passato caldo e rassicurante di carta penna e calamaio….

Gli stessi docenti che talvolta aboliscono seduta stante le verifiche scritte programmate, ma forse si tratta di sviste di ambasciatori che non portano pena, e improvvisano  quelle verifiche orali con risposte brevi da loro stessi aborrite insieme a Gramellini.

A qualcuno rammentano le stragi collettive, qualcun altro con dolore dovrà provare ad ironizzare, dopo molto tempo.

Il tempo di superarne l’umiliazione e lo sconforto, con epiteti di ogni tipo contro i docenti, lanciati in innumerevoli direzioni, sarà capitato ad altri studenti…

Pertanto gli studenti hanno tutto il tempo, durante i loro anni scolastici, di scrivere finanche per quei professori pigri che,  anziché prove orali con risposte brevi, del tipo lascia o raddoppia, preferiscono lavorare in poltrona a casa, andando ad aumentare il monte ore di lavoro straordinario non retribuito, che potrebbe però  generare più crisi isteriche da attribuire alla pandemia, più burning out in orario scolastico.

Sarebbe preferibile che in classe o in DAD vi sia più dialogo, modulando la didattica e la valutazione anche per instaurare rapporti umani e verificare capacità relazionali in crescita, sia quelle dei discenti che quelle proprie. (l’autore vuole restare Anonimo)

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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