Principale Ambiente & Salute Acciaierie d’Italia: conversione verde?

Acciaierie d’Italia: conversione verde?

Si chiama pirolisi e potrebbe diventare il processo del futuro per poter ricavare idrogeno dal metano senza produrre CO2. Un processo che, come spiegato dal presidente di Acciaierie d’Italia Franco Bernabè in un’intervista al Corriere della Sera, si sta implementando anche nel progetto di conversione verde dell’acciaieria di Taranto. Lo riporta il sito specializzato Siderweb.

Bernabè ha infatti messo in risalto il fatto che “Carlo Mapelli, del Politecnico di Milano, che è consigliere di amministrazione di Acciaierie d’Italia, sta lavorando a una tecnologia che prevede che il gas può essere trasportato agli impianti siderurgici, dove può avvenire il processo di cracking per pirolisi o catalisi“.

A proposito delle criticità esistenti in relazione alle fonti energetiche, il presidente di Acciaierie d’Italia ha ricordato che in passato “non c’era mai stato bisogno di concentrarci sulla ricerca di alternative, ma ora tutto sta cambiando» e che “in Italia sono cinque anni che le rinnovabili non crescono“. Non più ottimistica la visione di Franco Bernabè sull’Europa, che «rischia di arrivare in ritardo, di diventare importatore di tecnologie altrui“.

Sempre a proposito di energia, è interessante quanto contenuto nell’annuale rapporto dell’IEA, l’International Energy Agency, secondo il quale – anche per i costi più bassi rispetto al gas – la produzione di elettricità con l’utilizzo del carbone ha raggiunto il valore record di 10.350 terawattora, con un incremento del 9%.

Altro tema collegato e che trova spazio sui giornali di oggi è la “tassonomia Ue” sulle fonti energetiche, con il nucleare che sta provocando una divisione su due fronti dei Paesi europei, con la Francia che guida il gruppo dei favorevoli e la Germania, invece, che è alla testa degli oppositori.

Sull’argomento si dovrà pronunciare la Commissione europea e il dibattito nel Consiglio dell’Ue potrebbe essere l’occasione per conoscere la posizione finale che assumerà l’Italia, dopo che il ministro Cingolani aveva lasciato intendere che il nostro Paese, storicamente contro il nucleare, potrebbe rivedere questa posizione.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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