Principale Cronaca Siamo in guerra e quindi si può fare

Siamo in guerra e quindi si può fare

C’è un abisso tra la guerra e la lotta contro la pandemia, ma chiamarla guerra fa comodo a molti, mette a posto le coscienze.

C’è la guerra e quindi si può fare. Si può impedire ad un padre di famiglia che non vuole vaccinarsi, di lavorare e mantenere la famiglia, i figli.

Si può fare. In fondo bisogna riconoscere che coloro che ci governano sono anche troppo buoni. Potrebbero andare oltre, ed avrebbero ugualmente il consenso della maggior parte della gente.

Durante una guerra si può privare della libertà una persona per il bene della collettività, ammesso si tratti sempre realmente del bene della collettività.

Siamo in guerra e quindi si può fare. Sono buoni, i nostri governanti, tanto buoni, e non vanno oltre. Potrebbero arrestarle le persone non vaccinate, legarle e vaccinarle. Che differenza fa? Ugualmente moltissime bravissime persone approverebbero senza perplessità, persuase che siamo in guerra e quindi si può fare.

Si può fare, si può fare.

Renato Pierri

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