Principale Cultura & Società La nascita di Maria Vergine narrata da Maria Valtorta

La nascita di Maria Vergine narrata da Maria Valtorta

In prossimità del Natale sarà bello pensare alla nascita della Vergine Maria…Maria Valtorta veggente che nel suo poema Uomo-Dio ha descritto con grande pathos narrativo l’evento, ne offro un brano:

“Viene la sera, anticipata dalla furia temporalesca, che è violentissima. Acqua torrenziale, vento, fulmini, vi è di tutto, meno la grandine che è andata ad abbattersi altrove.

Uno dei garzoni nota questa violenza e dice:

«Sembra che Satana sia uscito coi suoi demoni dalla Geemma. Guarda che nubi nere! Senti che fiato di zolfo è nell’aria e fischi e sibili e voci di lamento e maledizione. Se è lui, è furente questa sera!»

L’altro garzone ride e dice:

«Gli sarà sfuggita una grande preda, oppure Michele lo ha percorso con nuova Folgore di Dio e lui ne ha corna e coda mozze e arse.»

Passa di corsa una donna e grida:

«Gioacchino! Sta per nascere! E tutto fu tutto fu svelto e felice»

E scompare con un’ anforetta fra le mani.

Il temporale cade di colpo, dopo un ultimo fulmine così violento che sbatte contro le pareti i tre uomini, e sul davanti della casa, nel suolo dell’orto, resta in suo ricordo una buca nera e fumante.

E mentre un vagito, che pare il lamento di una tortorina che per la prima volta non piccoli più ma tubi, viene da oltre la porta di Anna.

Un’enorme arcobaleno stende la sua fascia semicerchio dalla cima dell Hermon che – baciata da una lama di sole, pare di alabastro di un bianco rosa delicatissimo-, si alza fino a più terso cielo di settembre e valicando per gli spazi detersi da ogni impurità, sorvola le colline di Galilea e la piana che appare, fra due alberi di fico, che è al sud,  e poi ancora un altro monte,  e sembra posare la sua punta estrema all’estremo orizzonte, là dove un’aspra catena di monti chiude ogni altra veduta.

«Che cosa mai vista!»

«Guardate, guardate!»

«Pare che leghi in un cerchio tutta la terra di Israele è già, ma guardate, già vi è una stella mentre ancor non è scomparso il sole. Che stella! Brilla come un enorme diamante!»

«E la luna la, è tutta piena mentre ancor mancano tre giorni al suo esserlo. Ma guardate come splende!»

Le donne sopraggiungono festanti con un batuffolino rosso tra le candide tele…Anche le donno parlano del temporale e del prodigio della luna, della stella, dell’immenso arcobaleno, mentre con Gioacchino entrano dalla madre felice e le rendono la craturina..

Anna sorride ad un suo pensiero: «E’ la Stella» dice. «Il suo segno è nel cielo. Maria, arco di Pace! Maria stella mia! Maria, pura luna!»

 

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