Principale Arte, Cultura & Società La Casa di Nazareth più vicina a noi

La Casa di Nazareth più vicina a noi

Chissà se alzando gli occhi al cielo si vedono passare gli Angeli con la casa di Nazareth, nell’immaginario collettivo, da quel dicembre del 1294, a Loreto tutti avranno pensato così.

Oggi è la Festa della Madonna di Loreto, patrona dell’Arma dell’Aeronautica, la cui sezione Tarantina, diretta dal Colonnello Giuseppe Trani, ha creato l’evento.

Presentato ieri, a Taranto, nella oramai consueta area convegni della nuova biblioteca Acclavio, sorta nella gestione Melucci dopo il degrado del tempo

Il libro della prof.ssa Vincenza Musardo Talò «La Santa casa di Nazareth»

La Casa di Nazareth mi fa pensare a quel capitolo del Poema Uomo-Dio della veggente Maria Valtorta. Siamo nell’addio alla Madre di Gesù che lascia la Santa casa.

E sappiamo dove va!

Vedo l’interno della casa di Nazareth.

Vedo una stanza, pare un tinello dove la famiglia prenda i pasti e sosti nelle ore di riposo.

E una stanzetta molto piccina e con una semplice tavola rettangolare contro una specie di cassapanca, addossata ad una parete.

Questo è il sedile di un lato. Contro le altre pareti vi è un telaio e uno sgabello, e due altri sgabelli e una scansia con sopra dei lumi ad olio e altri oggetti. Una porta è aperta sull’ orticello.

Deve essere verso sera, perché non c’è altro che un ricordo di sole sulla cima di un alto albero che appena verzica con le prime foglie.

Alla tavola è seduto Gesù. Mangia e Maria lo serve andando e venendo da una porticina…”

Tornando all’evento di ieri, avendo ascoltato ’intervento specialistico, a partire da quello del prof. Giandomenico Carducci, possiamo parlare di questo scoop tra fede, storia e archeologia legato alla traslazione delle Pietre Sante a Loreto.

In sostanza, “mentre la storiografia ufficiale resta ancora convinta che il definitivo passaggio da oriente a occidente sia venuto direttamente per volontà della famiglia Angeli, dalle terre del disputato d’Epiro a quelle anconetane dello Stato della Chiesa mentre si ignorano gli eventuali legami con Brindisi e la chiesa suddetta”.

La Talò aggiunge un nuovo fatto che vede in campo gli Angioini e il principe Filippo I di Taranto che riceverebbe queste pietre, attraverso la dote della moglie Thamar d’Epiro.

Un ruolo quindi di Brindisi e Taranto

Resta la meraviglia perché a Loreto che nel 1294 doveva essere solo una campagna deserta?

Qui subentra la Fede e tronca ogni ragionamento e per i normali cittadini che vivono di suggestioni sapere che gli Angeli sono una famiglia e Angioni sono un percorso per le Sante pietre, poco importa…

Quella Madre che Valtorta vede piangere per la partenza del Figlio rende quella Casa roba nostra e qui non c’è storia.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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