Home Cultura & Società Eventi & Spettacoli Colonne sonore, di oro puro

Colonne sonore, di oro puro

di Pierfranco Moliterni

Non c’è che dire. Il maestro Marco Renzi, da venti anni direttore artistico prima della ICO e poi della Orchestra della Città Metropolitana di Bari, ha avuto una bella idea e l’ha realizzata sabato scorso nel ‘gran teatro Petruzzelli’ anche per ricordare un ventennio di questa benemerita compagine orchestrale gestita da lui in quanto direttore artistico, come ha ricordato la violinista Franca Gravina in apertura del concerto monografico. Un concerto monografico appunto, che Renzi ha ideato sui due grandi nomi della musica per film come sono quelli, riconosciuti a livello mondiale, di Nino Rota ed Ennio Morricone.

Un teatro colmo di attenti spettatori ha seguito questa serata di facile ascolto e di indubbio fascino per chi come noi, ascoltando le note di Amarcord, Giù la testa, 8 e ½, Il Gattopardo, C’era una volta in West, La strada, C’era una volta in America, Il padrino e altro ancora (brani per altro molto ben orchestrati e ristrumentati dal m° Michele Cellaro) ha ripercorso anni straordinari della cinematografia italiana magari ricordando qualche passaggio di quei film resi ancor più vivi, allora come adesso, dalla stupenda sinergìa musica/immagini realizzata dai due nostri ‘eroi’ della musica filmica, essi fiancheggiati da registi del calibro di Fellini, Visconti, Zeffirelli, Coppola, Sergio Leone!

E forse una piccola pecca di quella bella serata d’arte e di ‘cultura di massa’ è stata la mancanza di un qualche fermo-immagine che poteva essere proiettato sullo schermo posto dietro l’orchestra, proprio al fine di rinverdire la memoria visiva del pubblico presente legata a quei film-capolavoro.

Non a caso Prova d’orchestra (per richiamare ancora un film felliniano musicato da Rota il quale nasceva a Milano proprio il 3 dicembre del 1911) era il titolo della performance della orchestra metropolitana all’occasione rinforzata nel numero e nella qualità per affrontare tale repertorio di indubbio e incancellabile fascino ben guidata dalla bacchetta direttoriale di un altro pugliese, il tarantino Domenico Longo, come ha sottolineato a più riprese Michele Mirabella chiamato a commentare da par suo quanto avveniva, ‘sonoramente’, sul palcoscenico del magico teatro di casa nostra. Il programma presentava una prima parte affidata alle mani violinistiche della giovane Maria Serena Salvemini, appena sedicenne, lei allieva al Conservatorio barese, che ha eseguito un brano di Massimo De Lillo; per poi passare a Rota e poi a Morricone con i rispettivi brani filmico-musicali.

Il clou della serata è stata l’inattesa performance di una voce, una voce pura, senza parole, che era quella del soprano Natalizia Carone che si rifaceva alla voce-strumento di Susanna Rigacci inventata per tale da Morricone in tanti suoi film davvero memorabili.

Dunque una bella serata a suon di musica e immagini, magari da ripetere in decentramento in altri teatri pugliesi, come tutti pugliesi ne sono stati i protagonisti.

prof. Pf. Moliterni

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