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Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste

L’Opinione di Roberto Chiavarini

Rispondo con grande ritardo all’Amico Salvatore Magli da Lecce, il quale mi ha chiesto tempo fa, un chiarimento riferito alle mie riflessioni che ho già scritto ed ho pubblicato dalle pagine di questo giornale, a proposito della diatriba insorta, a suo tempo, tra il Prof. Umberto Veronesi e il Prof. Antonino Zichichi, dal titolo “TESI A CONFRONTO”

Tenga presente, Caro Amico, che io ho perduto mio Padre oltre 30 anni fa, per un cancro ai polmoni, tipico nei grandi fumatori come lui.

Fu operato a Milano dal Prof. Ravasi, un autentico Scienziato ed Esperto mondiale in materia.

Quindi so di cosa parlo e posso esprimere il mio personale pensiero in materia.

Quando Veronesi afferma che “Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste”, egli dimostra inequivocabilmente la sua posizione politica di parte ed anche i limiti del mondo della ricerca scientifica.

Perché, al pari, avrebbe dovuto citare i campi di sterminio Comunisti e di tutti gli altri Regimi che si sono avvicendati negli ultimi 100 anni in tutto il mondo.

Ma Veronesi punta dritto al cuore, forse per far sensazione tra i suoi sostenitori? Forse.
E poi, cosa c’entra il Cancro con Auschwitz?

Così come osserva giustamente il prof. Zichichi “la follia politica” ha causato milioni di vittime innocenti.

Auschwitz e cancro sono due esempi di tragiche realtà. Totalmente diversi tra loro. Per carità.

Ma, una è dovuta alla follia dell’uomo, l’altra è un’opera della natura alla quale uomini limitati dai soli 5 sensi, non sono riusciti ancora oggi a trovare una risposta adeguata al cancro.

Due realtà tanto diverse quanto lontane tra di esse.

Nel “libro della natura”, aperto poco meno di quattro secoli fa da Galileo Galilei, mai una virgola è stata trovata fuori posto”.

“La scienza non ha mai scoperto nulla, che sia in contrasto con l’esistenza di Dio”.

Anzi, la presenza di Dio, sta proprio nel fatto che tutto ciò che accade dinamicamente sulla terra e nell’Universo, è già stato scritto e previsto con estrema logica, da una Entità superiore.

Altrimenti, nulla potrebbe mai accadere, se tutto non fosse già scritto.

Di contro, continua il Prof Veronesi:
“Come puoi credere nella Provvidenza o nell’Amore Divino quando vedi un bambino invaso da cellule maligne, che lo consumano giorno dopo giorno davanti ai tuoi occhi?

Ci sono parole in qualche libro sacro del mondo, ci sono verità rivelate che possano lenire il dolore dei suoi genitori? Io credo di no, e preferisco il silenzio, o il sussurro del “non so”.

Conclude il Prof. Zichichi
L’evoluzione biologica della specie umana, non avrebbe mai portato l’uomo a scoprire se esiste o no il supermondo, come facciamo al Cern. Né a viaggiare con velocità supersoniche. Né a vincere su tante forme di malattia che affliggevano i nostri antenati.

Alla luce delle due posizioni contrapposte dei due Eminenti Professori menzionati, penso che lo Scienziato in generale, abbia il “dovere” di imparare e di interpretare (umilmente) il “linguaggio” della natura, poiché è solo quella la strada che conduce alla scoperta scientifica, ovvero quella di trovare la formula inversa che consenta di debellare il male.

E lo deve fare attraverso la grammatica medico-scientifica.

Se la Natura (che altro non è che il Vocabolario universale attraverso il quale Dio parla agli Uomini) ha progettato la eventuale progressione del male, ha previsto anche la sua regressione.
Non può essere diversamente.

Perché, se così non fosse, di fronte ad una epidemia incurabile qualsiasi, l’umanità si sarebbe già estinta sin dalla notte dei tempi.

In Natura esiste tutto e il contrario di tutto.

E se un genitore dovesse chiedere ad uno Scienziato: come mai mio figlio sta morendo divorato dalle cellule maligne?

Questi, dovrebbe rispondere: mi dispiace, ma io, ed anche gli altri eminenti scienziati miei pari, non abbiamo ancora trovato la formula inversa, necessaria per fare regredire il male di suo figlio, formula inversa che pure, ripeto fino al parossismo, in natura, scientificamente, già esiste.

Ma, forse, dovrebbe aggiungere che, i cinque sensi di cui è dotato l’uomo, sono probabilmente insufficienti per comprendere il “Creato” e il suo linguaggio “Superiore” nel suo insieme.

Se uno Scienziato, nel corso della sua professione, non riesce a trovare la formula inversa al male, la sua mancata scoperta, non può indurlo e condurlo al dubbio sulla esistenza o meno di Dio.

Perché, Dio, e la sua formula inversa al male, esistono a prescindere e, tutto, risponde ad una logica.

Caro Amico Salvatore, non dimentichi le parole di Zichichi che, infatti, chiosano così la diatriba:
Se c’è una Logica, ci deve essere necessariamente un Autore.

Gli Atei, non sfidino Dio, disconoscendo la sua esistenza, senza aver dimostrato, di contro, la sua inesistenza.

Per carità!

ROBERTO CHIAVARINI
Opinionista di Arte e Politica

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