Home Politica Il diavolo e l’acqua santa uniti per il bene comune di Altamura

Il diavolo e l’acqua santa uniti per il bene comune di Altamura

Giovanni Mercadante 

Tre gruppi consiliari dell’opposizione (Italia in Comune; Forza Italia; Rinnovamento Altamura) hanno siglato un documento dal contenuto condiviso per far uscire dallo stato di torpore l’Amministrazione in carica. 

Purtroppo, questo è un dato di fatto; dopo  il rientro delle dimissioni della sindaca Rosa Melodia e la nomina dei nuovi Assessori, in sostituzione di quelli defenestrati,  il primo progetto a cui la sindaca ci teneva tanto a portare a termine, e sul quale è implosa la precedente maggioranza, è stato l’affidamento di tutto il patrimonio culturale ad una società esterna. La sindaca è nuovamente in sella.

Chiesetta dell’ex convento dei cappuccini (foto archivio G. Mercadante 2014)

Questo boccone amaro che  ha strozzato tutti, non è  ancora stato metabolizzato. Venti di guerra minacciosi si profilano all’orizzonte. Il comunicato stampa firmato  dai responsabili  dei tre  partiti: Italia in Comune (Silvio Teot); Forza Italia (Antonello Laterza); Rinnovamento Altamura (Luigi Lorusso) si sono dichiarati uniti agli occhi della comunità altamurana a “disarcionare” la sindaca Rosa Melodia. Forza Italia, azzurra, insieme con due partiti filo-rossi, sembra una nota po’ stonata; però se questo è un segnale  di condivisione di progetti  per il bene della città, ci sta pure.

Italia in Comune, che prima faceva parte della sua maggioranza, oggi all’opposizione, è deciso a dare battaglia su tutti i fronti evidenziando le criticità a cui l’Amministrazione Melodia dopo oltre tre anni dal suo insediamento, non ha dato priorità: l’ex Conservatorio Santa Croce; il Monastero del Soccorso; l’Info point di via Treviso, il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese e l’ex convento dei Cappuccini con moltissime stanze semidistrutte e la chiesetta utilizzata come deposito, anche se con la relativa autorizzazione da chi di competenza. Tutte strutture che meritano attenzione per il loro recupero e la destinazione d’uso.

Da questo osservatorio facciamo presente che l’ex Conservatorio Santa Croce, dopo i lavori di restauro del piano terra e del primo piano, è attualmente abbandonato. Alcune stanze del piano terra sono state aggredite dall’umidità.

Il sottotetto invece è rimasto abbandonato dove è presente un lunghissimo corridoio con le stanze delle ex ancelle tutte  degradate; pavimento divelto per mettere sottotraccia impianto elettrico e fognario. Insomma, un cantiere iniziato e lasciato abbandonato. Cosa dire poi  del Monastero del Soccorso, un edificio con oltre 500 anni di storia il cui primo piano ha moltissime stanze delle ex suore delle clarisse, è preda  dei colombi; e poi ancora della cappella della badessa con un ciclo pittorico dedicato alla passione di Cristo.

Luigi Lorusso, dal canto suo,  aggiunge altre criticità: lo sportello dell’Agenzia delle entrate chiuso da tre anni; la villa comunale transennata senza conoscere ad oggi il programma di avvio dei lavori di riqualificazione, sempre annunciato, ma mai avviato. Una presa in giro. In conclusione, chiosa L. Lorusso,  la “Leonessa in carica” sembra “dormiente”. Un’Amministrazione, che si vanta di aver ottenuto il blasone di “Città d’Arte”, con questo lassismo non sta dando una bella immagine di sé.

  Cappella della badessa – Monastero del Soccorso (1542)

Muro di contenimento della villa comunale transennato

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