Principale Cronaca YouTube non mostrerà più al pubblico il conteggio dei “Dislike”

YouTube non mostrerà più al pubblico il conteggio dei “Dislike”

“Tutto molto bello” d'ora in poi: quello che non piace sarà segreto

Ennesima presa di posizione discutibile da parte di YouTube, il secondo sito web più visitato al mondo (dopo Google, di cui è parte). La maggiore piattaforma web 2.0 di video sharing americana ha deciso che tutelerà – a suo dire – il diritto alla libera espressione dei suoi creator rimuovendo dall’interfaccia dei propri spazi il contatore dei video non apprezzati, sinora visibile a tutti.

Scompare il tastino “DisLike” di YouTube: «così si riduce l’antipatico comportamento all’attacco»

Il visitatore (iscritto oppure no) di un canale YouTube non avrà più a breve la possibilità di sapere se il video che sta guardando ha riscosso scarso successo da parte degli altri utenti o, meglio, se non è piaciuto affatto. Casa Google ha infatti deciso di nascondere il tastino “DisLike” (lett. “Non mi piace”) in quanto spingerebbe un utente a non guardare o a criticare a priori il filmato.

Non si gridi alla censura et similia perché – a detta del servizio – innanzitutto si potrà continuare a segnalare ciò che non è risultato essere di gradimento inviando un feedback, un riscontro che però verrà privatamente reso noto solo al proprietario del canale (se questi avrà chiesto espressamente di esserne a conoscenza); in secondo luogo quello che non piacerà si potrà non indicarlo positivamente (con il “Like”-“Mi piace”) o non visionarlo affatto: l’importante è che non ci sia la possibilità di influenzare il giudizio altrui con un counter che tenga il conto delle reazioni negative ai video, poiché troppi “DisLike” darebbero vita ad un atteggiamento “aggressivo” nei confronti, specialmente, dei canali minori.

La piattaforma YouTube ha inoltre reso noto di aver condotto ultimamente un esperimento sociale in merito e di averne discusso con i propri “creatori” (gli “YouTuber”): in California avrebbero intuito che, quando la funzione che conteggia i “non piaciuti” non è visibile, gli spettatori sarebbero «meno propensi a scegliere come target il pulsante “DisLike”» e questo contribuirebbe ad una «riduzione dell’antipatico comportamento all’attacco».

Il comunicato di YouTube indirizzato a sviluppatori e YouTuber

A seguire la traduzione del del comunicato presente sul sito YouTube Developer (trad. di Google Translator):

Aggiornamento al numero di antipatie di YouTube

In YouTube ci sforziamo di essere un luogo in cui i creator di tutte le dimensioni e background possano trovare e condividere la propria voce.

Per garantire che YouTube promuova interazioni rispettose tra spettatori e creator, abbiamo introdotto diverse funzionalità e norme per migliorare la loro esperienza.

E, all’inizio di quest’anno, abbiamo sperimentato il pulsante “Non mi piace” per vedere se le modifiche potrebbero aiutare a proteggere meglio i nostri creatori dalle molestie e ridurre gli attacchi di “Non mi piace” da parte delle persone che lavorano per aumentare il numero di “Non mi piace” sui video di un creator.

Stiamo rendendo privato il conteggio dei “Non mi piace” su YouTube, ma il pulsante “Non mi piace” non scomparirà. In un esperimento condotto, gli spettatori potevano ancora vedere e utilizzare il pulsante “Non mi piace”.

Ma poiché il conteggio non era più loro visibile, abbiamo scoperto che erano meno propensi a scegliere come target il pulsante “Non mi piace” di un video per aumentare il conteggio. In breve, i dati del nostro esperimento hanno mostrato una riduzione del comportamento antipatico all’attacco.

Abbiamo anche sentito direttamente dai creatori più piccoli e da quelli che hanno appena iniziato che sono ingiustamente presi di mira da questo comportamento ed il nostro esperimento ha confermato che ciò si verifica in una proporzione maggiore su canali più piccoli.

In base a ciò che abbiamo appreso, stiamo rendendo privati i conteggi di “Non mi piace” su YouTube, ma il pulsante “Non mi piace” non scompare. Questa modifica inizierà gradualmente a essere implementata oggi.

Cosa cambia per i creator e gli spettatori a partire da oggi

I creator potranno ancora trovare il numero esatto di “Non mi piace” in YouTube Studio, insieme ad altre metriche esistenti, se desiderano capire il rendimento dei loro contenuti.

Vogliamo creare un ambiente inclusivo e rispettoso in cui i creatori abbiano l’opportunità di avere successo e si sentano al sicuro nell’esprimersi.

Gli spettatori possono comunque non apprezzare i video per ottimizzare i loro consigli e condividere il feedback in privato con i creator.

Durante l’esperimento abbiamo appreso che alcuni di voi hanno utilizzato il conteggio del “Non mi piace” pubblico per decidere se guardare o meno un video. Sappiamo che potresti non essere d’accordo con questa decisione, ma crediamo che questa sia la cosa giusta da fare per la piattaforma. Vogliamo creare un ambiente inclusivo e rispettoso in cui i creatori abbiano l’opportunità di avere successo e si sentano al sicuro nell’esprimersi.

Questo è solo uno dei tanti passi che stiamo adottando per continuare a proteggere i creator dalle molestie. Il nostro lavoro non è finito e continueremo a investire in questo.

“Trasmetti Te stesso”, ma come diciamo noi

Tra “Piace e Non mi piace”, simpatie ed antipatie, bianco e nero, politically correct e dubbi sul come mai non si possa oggi fare a meno di entrare nei circuiti della condivisione, alcune domande, per chi se le volesse fare, nascerebbero spontaneamente: questi “delatori” chi sono, chi sono le “vittime sacrificali” stigmatizzate e perché?

Non è che la Società controllata del “Broadcast Yourself” (trad. lett. “Trasmetti Te stesso”) si è anche accorta che recentemente sono aumentati i video non piaciuti o il numero dei segnalatori? E, se così fosse, chiedersene il motivo e provvedere in tal senso non porterebbe ad un innalzamento qualitativo dello standard dei filmati caricati? Ma, soprattutto, a YouTube interessa realmente avere una qualità migliorata dei servizi?

Lo si potrà scoprire presto data la serrata del mercato da parte dei circa 70 e più concorrenti del sito di video sharing (tra i quali segnaliamo BitChute, Dailymotion, Vevo, Periscope, Rumble e PeerTube): molti tra loro non avanzano la pretesa di difendere gli “ingiustamente presi di mira da questo comportamento antipatico” attuando strategie di “attacco preventivo” a spada censoria sguainata. 

Antonio Quarta

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

Il Corriere Nazionale

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