Principale Arte, Cultura & Società La Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenk passa stanotte vicino la Terra

La Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenk passa stanotte vicino la Terra

Questa notte la cometa identificata con la codificazione ufficiale, seguita dal nome dei due astronomi russi Churyumov-Gerasimenko, che la scoprirono 52 anni fa sarà visibile, ma con telescopi e binocoli.

Sarà alla minima distanza, 61 milioni di Km dalla Terra ed è stata identificata cometa 67P/Churyumov-Gerasimenk.

Chiamata anche e a ragione, cometa camaleonte.

La ragione è rappresentata dalla modificazione del colore del corpo e della chioma nell’avvicinarsi e allontanarsi dal Sole.

Questa cometa è famosa e resa tale dalla missione Rosetta, tutta targata Agenzia Spaziale europea. Una missione alla quale l’Italia ha partecipato con tre gioielli tecnologici: VIRTIS, GIADA e OSIRIS. Lo strumento VIRTIS (Visible, Infrared and Thermal Imaging Spectrometer) ha ottenuto risultati straordinari, che hanno permesso di identificare per la prima volta sulla superficie di un nucleo cometario materiali organici. Lo strumento GIADA ha avuto un successo altrettanto straordinario, e ha misurato la dimensione, velocità e persino la composizione dei grani di polvere emessi dalla cometa. Il canale WAC della camera OSIRIS ha prodotto le meravigliose immagini che sono sotto gli occhi di tutti e che forniscono fondamentali informazioni sui processi geologici attivi sulla superficie della cometa (erosione, trasporto di polvere, stratificazione, stress termici, eccetera). Rosetta trasportava il Lander Philae, che atterrò sulla superficie della cometa il 14 novembre 2014.La missione si è conclusa il 30 settembre 2016, con lo schianto programmato sulla cometa e disattivazione del segnale. La missione ha generato enormi risultati, che hanno obbligato a un ripensamento i modelli utilizzati per descrivere la storia del sistema solare. Risultato reso possibile dallo studio della cometa, che questa notte sarà alla minima distanza dalla Terra. Sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko, sono stati trovati i sali ammoniacali primordiale stagno. Carbonio e azoto sono necessari, per costruire molecole biologiche come le basi del DNA e RNAMolecole contenenti azoto trovate nelle nubi interstellari, ma il materiale che forma la chioma delle comete appare povero di azoto. L’azoto si combina facilmente con vari acidi, e a basse temperature come nello spazio o nei ghiacci delle comete forma sali ammoniacali. Sono difficili da scoprire con osservazioni a distanza. La sonda Rosetta si è trovata avvolta nel materiale, che sublimava dalla cometa e ha trovato tutte le sostanze che possono derivare dalla sublimazione di cinque diversi sali di ammoniaca. Questo dimostra che nello spazio sono diffusi gli ingredienti necessari alla vita. Bisogna sapere che un enorme numero di comete è caduto nei primi miliardi di anni di vita della Terra, in un periodo denominato Grande Bombardamento Iniziale, e potrebbero aver traportato molte sostanze, che unendosi tra loro nei mari primordiali potrebbero aver generato le prime forme di vita terrestri. I sali ammoniacali trovati sulla cometa confermano un’ipotesi di Darwin che s’interrogava sul come fosse nata la vita sulla Terra. Scriveva 150 anni fa a un suo amico: ““…se potessimo immaginare che in un piccolo stagno caldo, pieno di diversi tipi di sali di ammonio e di sali fosforici, in presenza di luce, calore ed elettricità, un derivato proteinico si è potuto formare, pronto a subire delle modifiche più complesse ancora…”. Lo “stagno caldo “il brodo primordiale” è stato identificato, in una miscela di acqua e amminoacidi, molecole indispensabili alla vita terrestre come lo sono le basi azotate del DNA e RNA. Stanotte la cometa sarà a 61 milioni di Km dalla Terra e che rappresenta la minima distanza. Una cometa che impiega circa 200 anni, per compiere un giro intorno al Sole. Domani saranno sette anni dall’atterraggio di Philae trasportato dalla sonda Rosetta sulla superficie della cometa. La prima volta che un Lander è “atterrato” su una cometa fornendo informazioni cruciali per il mondo scientifico.

Erasmo Venosi

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