Home Cultura & Società Le nuove bande musicali. Un rilancio regionale?

Le nuove bande musicali. Un rilancio regionale?

Dominati da una passione che ci riporta un po’ tutti indietro nel tempo quando sulle luminose casse/armoniche si esibivano le ‘bande musicali da giro’ durante le celebrazioni di varie feste patronali con esecuzioni che sintetizzavano i grandi melodrammi di Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo e Giordano, ci siamo oggi riavvicinati ad esse.

Ma a quelle del settore particolare delle bande militari che, pur se indirettamente, ci conducono alla loro origine ‘rivoluzionaria’ quando, nella Francia del 1790, Bernard Sarrette ne istituì la prima come voce musicale della Guardia Nazionale composta, appunto, da strumentisti del popolo minuto che suonavano solamente strumenti a fiato in netta contrapposizione alle orchestre dei nobili, le quali invece si esibivano all’Opéra con gli archi e con musiche delle tragedies lirique di Piccinni, Traetta, Sarro, Leo, Paisiello, Insanguine, Cimarosa.

Da questa rinnovata attenzione ci preme constatare che le bande musicali pugliesi stanno riscoprendo quella antica tradizione, per altro oggi molto assai qualificata nelle esecuzioni poiché esse sono composte non più da semplici artigiani ‘dilettanti’ bensì da giovani strumentisti che provengono dagli studi compiuti nei Conservatori di musica i quali, da alcuni decenni, hanno aperto corsi di Strumentazione per banda al fine di qualificare ancora di più questo settore colto-popolare.

Ne ricordo personalmente quello aperto da Nino Rota, allora direttore del Conservatorio di Bari, che nel 1960 venne affidata al m° Misasi noto direttore di bande pugliesi.

Direttamente da qui discende la brava Antonella Mazzarulli la quale, sin dal 1990, svolge un’intensa attività didattica come docente titolare della cattedra di Strumentazione per orchestra di fiati al Conservatorio di Bari, ella allieva prediletta tra gli altri di Teresa Procaccini.

Ed è proprio alla Mazzarulli che si deve una iniziativa (la prima) messa in campo il 4 novembre in occasione della Giornata della Unità nazionale e Festa delle Forze Armate celebrata, per l’appunto in musica e con musiche di elevata difficoltà di Abbate, Piantoni, Borgia, Semeraro, e con una notevole orchestra (militare) diretta da Nicola Cotugno. Quindi non ‘musichette’ di marce e marcette militari o pseudo tali, bensì composizioni complesse che richiedono attitudini e studio qui messe in campo dalla Fanfara del Comando delle Scuole della Aeronautica Militare/III Regione Aerea, una orchestra degna di tal nome anche perché composta da ex allievi musicisti dei Conservatori.

Il cerchio dunque si è chiuso, esemplarmente, in quella bella serata intessuta di storia secolare e di un felice sguardo sul futuro.

prof.Pierfranco Moliterni 

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