Principale Arte, Cultura & Società È 30 ottobre, “Buon compleanno Diego”

È 30 ottobre, “Buon compleanno Diego”

Ad un anno dalla scomparsa il mondo intero alza il corale d'auguri: ricordo ed omaggio a Maradona

Un tripudio di gesti di riconoscimento e di frasi commoventi in tutto il mondo ha ricordato il 30 ottobre 1960, giorno della nascita di Diego Armando Maradona. In Italia, in Argentina, in Brasile: ovunque (quasi, tranne che in Inghilterra) gli sportivi hanno commemorato il “Pibe de Oro”, venuto a mancare il 25 novembre 2020 per un “dibattuto” attacco di cuore, appena 60enne.

Napoli non dimentica

Il Vesuvio ha ammirato i fuochi pirotecnici di San Giovanni a Teduccio, comune dove è presente una gigantografia dedicata allo storico n.10 azzurro che ha regalato alla comunità partenopea ben 2 scudetti (più 2 coppe ed una supercoppa), mentre su Twitter appariva il messaggio della S.S. Calcio Napoli che recitava: «Oggi, nel 1960, nasceva il più grande. Buon compleanno, Diego!».

L’attuale “bandiera” azzurra Lorenzo Insigne, a proposito dei 114 gol realizzati che sfiorano i 115 segnati da Maradona, ha riconosciuto: “Ma raggiungerti di cosa? Tu sei stato, sei e sarai irraggiungibile… di solito si dice che si lascia un grande vuoto ma per noi non e’ stato così. Tu sei qui sempre con tutti noi nei racconti della gente, nei filmati, nei murales, nei pensieri di tutti noi. Di tutti noi napoletani, te compreso. Buon compleanno Diego”.

Anche Fabio Cannavaro, altra icona napoletana, ha voluto donare un messaggio: «Buon compleanno Diego, ovunque tu sia».

Il rito in Argentina

In Argentina i tifosi si sono riuniti a Rosario, terra dove ha sede la “Chiesa Maradoniana” di omonima religione, chiaramente monoteista. I fan, tra gli applausi e le lacrime, hanno celebrato per la prima volta un rituale (che si promette annuale) rievocando le vicende ed inneggiando le canzoni dedicate al campione e, infine, passando in rassegna i gol più memorabili del fenomeno: “Diego è il Calcio. Dopo il 25 novembre, molte persone hanno capito di amare Maradona. Penso che questo sia il più grande movimento di Maradona nel mondo”, ha dichiarato Alejandro Veron, uno dei cofondatori della setta che annovera migliaia di iscritti in oltre 50 nazioni.

Un omaggio decisamente più canonico al Calcio è stato quello tenutosi allo stadio Bombonera di Buenos Aires, in occasione della partita tra il Boca Juniors (club dove il fuoriclasse ha giocato) e il Gimnasia y Esgrima (squadra che “el Pibe” stava allenando prima del tragico giorno): l’AFA (la Federcalcio argentina) per il compleanno de “el Diego” ha realizzato l’entrata in campo dei calciatori con una maglia appositamente disegnata, mentre i capitani di formazione hanno portato al braccio una fascia biancoceleste con il viso sagomato dell’icona calcistica.

Non è mancato il gesto del capo di Stato dell’Argentina, il Presidente della Repubblica Alberto Fernandez, che ha sottolineato l’affetto per il proprio celebre connazionale dichiarando “patrimonio storico nazionale” la casa di Villa Fiorito (Maradona vi è nato e cresciuto) e promettendo una breve pausa al 10° minuto di ogni partita del campionato in corso per permettere la proiezione su maxischermo di immagini dedicate all’ex calciatore, accompagnate dalla filodiffusione de “La mano de Dios”, il celebre brano evocativo di Rodrigo Bueno “el Potro”.

In tutto il mondo: per sempre Diego

Le parole internazionali di stima poi non si son potute contare.
Tra i messaggi più sentiti c’è stato il pensiero di Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelé: “Dio gli ha dato il genio, il mondo gli ha dato il suo amore. Oggi è il compleanno di Diego. Per sempre, in questo giorno, chiunque ami il calcio ricorderà cosa faceva con la palla. Quanto a me, personalmente, ho la possibilità di ricordare con affetto la bellissima amicizia che abbiamo avuto. Questi ricordi sono un vero regalo”.

La UEFA, invece, ha partecipato così: “Oggi nasceva una leggenda… Diego Armando Maradona”.

E, per concludere, un omaggio è arrivato anche da parte della Lega Serie A: «Più di un calciatore. Più di un campione. Più di una leggenda». A corredare il sentimento di gratitudine il prossimo 28 novembre (prima di Napoli-Lazio), nell’ex-stadio San Paolo che porta oramai il suo nome, l’organo di Dal Pino e colleghi ha in programma di togliere i veli ad una statua che raffigurerà il campione argentino, una rappresentazione a grandezza naturale di un campione di grandezza innaturale.

Antonio Quarta

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

Il Corriere Nazionale

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