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Analisi del voto delle elezioni amministrative 2021

Non ammettere una sconfitta significa continuare a perdere anche in futuro. È l’errore più grande – ma pure il più frequente – che si possa fare in politica. Invece di mettere la polvere sotto il tappeto, reputo più opportuno capirne le cause e rimboccarsi le maniche per cercare di tornare a vincere. Il voto amministrativo segue delle logiche diverse rispetto al voto politico.

Sono fondamentali il gradimento e il radicamento dei candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale, l’offerta amministrativa che si pone al giudizio dei cittadini di un comune, l’inserimento di una coalizione nei contesti sociali, culturali ed economici.

Alle elezioni comunali, è necessario che i partiti interloquiscano in modo attivo e paritetico con il civismo, con quella parte della comunità locale che,

pur non avendo una tessera di partito, decide di mettersi al servizio della propria città senza interessi di parte, ma esclusivamente per il bene comune.

Le mie dichiarzioni al Quotidiano l’Attacco sui risultati delle ultime elezioni amministrative.

Mio caro Domenico, la tua analisi sui risultati elettorali delle ultime amministrative è in parte condivisibile, specie quando parli di una mancata riflessione, direi da parte di tutte le forze politiche, sui fenomeni e le dinamiche delle votazioni che stiamo osservando da circa 20 anni in Italia.

Premetto che l’elezioni amministrative che portano ad eleggere i responsabili delle istituzioni più vicine ai cittadini non hanno mai visto una scarsa affluenza alle urne del tipo di quella avuta I due turni elettorali del 4-5/18-19 ottobre u.s..

In ogni caso, anche questa volta, in cui i Sindaci delle grandi città sono stati eletti dal un numero inferiore del 50% degli elettori, quasi tutti i segretari e/o responsabili dei cosiddetti movimenti o liste civiche HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI PARLARE DI VITTORIA SUI MASS MEDIA (vedi Napoli ad es.).

Il vero problema, secondo il mio modesto parere, è che gli elettori da destra a sinistra passando per un centro che ancora non esiste, hanno DETTO A CHIARE LETTERE CHE LA CLASSE POLITICA ATTUALMENTE AL GOVERNO, SIA A LIVELLO CENTRALE CHE A LIVELLO PERIFERICO NON È PIÙ AFFIDABILE NÉ IN GRADO DI RISOLVERE I VERI PROBLEMI DEI CITTADINI E CITTADINE ITALIANI.

Quindi oramai è ovvio che finché non SI RIPORTA AL CENTRO DELLA POLITICA E DEI PROGETTI FUTURI PER LA CRESCITA IL CITTADINO, DIFFICILMENTE SI POTRÀ RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA “DISERZIONE DALLE URNE DELL’ELETTORATO ATTIVO”.

Questo vale soprattutto per le votazioni locali che riguardano le istituzioni più vicine alla popolazione, che deve avere la possibilità di PARTECIPARE ATTIVAMENTE AI PROGRAMMI E PROGETTI DELLA PROPRIA CITTÀ CHE DI FATTO DEVONO MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA LORO VITA. OVVIAMENTE I PREDETTI PROGETTI DEVONO

ESSERE “CONDIVISI E SOLIDALI” affinché ciascun cittadino si sentirà coinvolto nella crescita del proprio territorio comunale di appartenenza.

Ovviamente con l’attuale legge elettorale dei sindaci tutto questo mi sembra IMPOSSIBILE, perché non ho mai creduto al governo di una comunità accentrata nelle MANI DELL’UOMO SOLO AL COMANDO aggravata dalla LEGGE BASSANINI che di fatto ha passato lo scettro dai politici ai Dirigenti delle predette istituzioni territoriali.

Un’ultima riflessione, anche questa politica, consiste nel vedere in quasi tutti i programmi di sviluppo delle città in cui si è votato, l’assenza di una strategia condivisa (questo vale per le coalizioni di sinistra e di destra) sulla PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELLE CITTÀ. Cioè tutte le città hanno un solo problema REALE DA RISOLVERE, quello di “ricucire il tessuto urbano”, sia sotto il profilo urbanistico che sotto quello ambientale, che è un problema che sta venendo a galla grazie ai giovani, che vengono esclusi da ogni forma di partecipazione.

Per concludere, in sintesi, dico che il vero “cancro” dell’attuale situazione è il tenere fuori i cittadini dai programmi perché territorialmente sono scomparse le SEZIONI DEI PARTITI POLITICI, in cui i cittadini venivano ascoltati e le loro richieste INCANALATE IN UN PROGETTO POLITICO, sia che riguardasse il proprio territorio sia che riguardasse una Legge Statale.

Ing. Vincenzo Drimaco

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