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Taranto – Storie, pietre, persone in Città vecchia

Con Ketos il Crest fa scuola di storytelling sulla Città vecchia nella Città Vecchia

Imparare a raccogliere voci, memorie e sentimenti di un quartiere, la citta vecchia di Taranto, per poterlo meglio raccontare e per condividere conoscenze e saperi col fine di favorire il rafforzamento dell’offerta culturale e turistica del territorio.

Questo l’obiettivo del percorso gratuito di storytelling territoriale, promosso dal teatro Crest e a cura di Giovanni Guarino, realizzato nell’ambito del Progetto Ketos, finanziato dalla Fondazione con il Sud.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa presso Ketos – Centro euromediterraneo del mare e dei cetacei, nel Palazzo Amati in Vico Vigilante in Città Vecchia a Taranto, sede della Jonian Dolphin Conservation.

L’iniziativa prevede tre appuntamenti, della durata di circa 2 ore e mezzo ciascuno, a partire dalle ore 18.00 di lunedì 1° novembre: la partecipazione è gratuita, per ogni percorso sono previste massimo 25 persone, con prenotazione obbligatoria al numero 366.3473430 (info su https://bit.ly/3mbczd8).

Ciascun incontro si comporrà di due momenti: nella prima le narrazioni di Giovanni Guarino, noto operatore culturale, si snoderanno nei vicoli della città vecchia; a seguire è previsto un momento di condivisione conclusivo presso Ketos – Centro euromediterraneo del mare e dei cetacei, nel Palazzo Amati in Vico Vigilante.

In conferenza stampa Giovanni Guarino ha spiegato che «il percorso valorizzerà le tradizioni popolari, la storia magno-greca e le presenze religiose che hanno segnato il volto della città vecchia di Taranto e che, accanto alle performance teatralizzate, intende fornire agli operatori culturali e turistici che parteciperanno input da rielaborare nell’ambito di ulteriori iniziative culturali del territorio o da inserire in percorsi innovativi nei circuiti turistici».

Destinatari e interlocutori preferenziali dei percorsi tematici, infatti, sono le guide/operatori turistici della città di Taranto, che così avranno modo di acquisire e ampliare le competenze sulle tecniche di storytelling e le capacità di affabulazione.

Proprio questo aspetto è stato lodato da Fabrizio Manzulli, già assessore comunale allo  Sviluppo Economico e Turismo, che ha sottolineato come «questa iniziativa è in linea con l’azione dell’Amministrazione Melucci che intende valorizzare e professionalizzare il comparto turistico, i cui operatori devono essere formati adeguatamente, in modio da soddisfare le esigenze di un turista che vuole conoscere la storia e le tradizioni della località visitata, ma non tanto mediante una serie di nozioni e notizie, piuttosto con una narrazione in grado anche di coinvolgerlo emotivamente».

Vittorio Pollazon, responsabile Centro Ketos della Jonian Dolphin Conservation, ha poi rimarcato come «l’intento dell’azione del teatro Crest ricalca il suo impegno nell’ambito del progetto Ketos, del quale è partner, una iniziativa in si avvarrà di esperienze e competenze consolidate: ricordo che il Crest ha già sviluppato in città vecchia altre azioni di rafforzamento delle competenze legate allo storytelling per il MUDI, ha sviluppato interventi narrativi di in/formazione per rivitalizzare il centro storico e ha realizzato diversi podcast per favorire la fruizione anche in periodo di emergenza COVID-19».

Finanziato dalla Fondazione con il Sud, il Progetto Ketos è stato messo in campo nel 2017 dalla Jonian Dolphin Conservation, come soggetto capofila di un partenariato costituito dalle associazioni Terra, Manifesto della Città Vecchia e del Mare, associazione Marco Motolese, Comunità Emmanuel e Teatro Crest; il progetto è vincitore del bando “Il Bene torna ad essere comune” promosso da Fondazione con il Sud che ha riconosciuto alla proposta lo statuto di “Progetto esemplare” tra quelli sostenuti a livello nazionale.

Il progetto – che si avvia a conclusione – è nato dalla condivisione, avviata prima del bando, di un Manifesto della Città Vecchia e del Mare, che si propone come spazio di riflessione e proposta rispetto al ruolo, alle potenzialità ed al futuro del borgo antico di Taranto. A valle delle riflessioni fra le organizzazioni aderenti al manifesto, il progetto ha costituito a Palazzo Amati un “Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei”, strutturato in modo da assolvere funzioni diverse: un’area museale, un’area di offerta di servizi turistici, uno spazio aperto allo start up, all’imprenditoria sociale ed una biblioteca virtuale sul mare.

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