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Premio per i “Doveri umani”

Al pari dei Diritti Umani, forse, dovremmo redigere anche la Carta dei “DOVERI UMANI”, in modo tale che ogni uomo appartenente alla Cosa Pubblica di ogni parte del mondo, ovvero di colui il quale gestisce la vita di ogni singolo cittadino, possa assumere solennemente il proprio impegno verso gli “Altri”.

In Giappone esiste già qualcosa del genere. Prendiamone spunto.

Ho fatto un esperimento senza velleità scientifiche.

Ho contattato, casualmente, persone di varia età, di varia condizione sociale, di varia cultura, ponendo loro la domanda: ”Lei è a favore e/o contrario ai Diritti Umani?”.

Non ci crederete, ma cento individui su cento, hanno risposto: “Sono favorevole”.

Insomma, una risposta plebiscitaria.

Ebbene, per chi ha studiato Statistica, sa che un risultato come questo, non è verosimile (è un po’ come chi dice che, per raggiungere l’immunità di gregge, è necessario vaccinare il cento per cento della popolazione).

Per cui, dovremmo sospettare che, tra i cento individui che hanno risposto il loro parere favorevole, si annidino anche coloro che i Diritti Umani, li vìola e, comunque, di individui che non conoscono affatto l’argomento legato a quei Diritti.

Ed è altrettanto certo che, i Diritti Umani, non siano i cittadini della strada a violarli, poiché a regolamentare la vita sociale, affinché un uomo non sopraffagga un altro uomo esiste il Codice Civile e il Codice Penale..

In Italia, per esempio, abbiamo un buon Codice Civile ed un altrettanto ottimo Codice Penale (addirittura, alcuni Articoli del c.p., sono di grande Civiltà giuridica), che prevede, a bilanciamento di tutto, l’aggravante e l’attenuante.

Quindi, vi chiederete: “ed allora chi vìola i Diritti Umani”?

Beh, i Diritti umani, sono violati, nel mondo, innanzitutto dai Regimi degli Stati Totalitari, ma anche dai Governi impositivi e, soprattutto, da chi gestisce la “Cosa Pubblica” e, molto spesso, più genericamente, anche da semplici impiegati dei vari Stati, che applicano il “principio popolano” molto diffuso, del cosiddetto “da qui passa la via”.

Perché, se invochiamo solo i DIRITTI UMANI, di contro “assolviamo” chi NON adempie ai propri doveri, nascondendo a noi stessi il vero problema. Un po’ come per la polvere sotto il tappeto.

E si, perché se i Diritti Umani sono violati, a violarli, è soprattutto chi non fa il proprio dovere nella cosiddetta “Cosa pubblica”, ovvero, di chi tenti, attraverso il potere ottenuto magari per “delega” (per intenderci, ottenuto attraverso la ben nota raccomandazione), di impedire l’esercizio degli altrui Diritti.

Altrimenti, quando tra alcuni anni celebreremo il 100° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, tutto potrebbe essere divenuto stucchevole retorica.

Naturalmente, per chi sarà ancora vivo a quel tempo.

Ed allora, impegniamoci per i nostri figli.

L’estremismo in difesa della libertà non è un vizio, la moderazione nella ricerca della giustizia sociale, non costituisce virtù.

Il Cittadino, è il primo a capire che la pratica della libertà richiede ordine.

Infatti, è impossibile che un uomo sia libero, se uno Stato sia in grado di negargli l’esercizio alla libertà e/o addirittura il “Diritto” alla vita e al lavoro.

Certo, la ricchezza di ogni singolo uomo operoso, è strettamente correlata alla sua capacità produttiva.

Il vero male, è che, molti Stati del mondo, sono impegnati in attività nelle quali non hanno nessuna ragione di immischiarsi.

Bisognerebbe che, i Governi Democratici di tutto il mondo, cominciassero a ritirarsi da una intera serie di attività, che si trovano al di fuori del loro mandato”.

Lo strumento di collettivizzazione (ovvero, quello di rendere di proprietà collettiva, ciò che appartiene ai privati) che in questo momento si preferisce in tantissime parti del pianeta, è lo stato assistenziale.

I collettivisti, non hanno abbandonato la loro ultima meta, quella di subordinare l’individuo allo Stato, ma hanno mutato la loro strategia, malgrado che il muro di Berlino sia caduto da oltre 30 anni.

Hanno imparato che, il Socialismo, può ottenere grandi risultati con l’assistenzialismo, piuttosto che con la nazionalizzazione”.

“I collettivisti, comprendono che, la proprietà privata, possa essere confiscata per mezzo delle imposte, anziché con la arcaica espropriazione di Stato, di Fascista memoria”.

Naturalmente, senza voler affrontare, in questa sede, la questione economico-fiscale, poiché, in ogni Stato, vi sono regimi di Finanza sostanzialmente diversi.

Quanto ho sopra significato, solo per non cadere nei temi tipici del Pirandello “filosofo”, che prospettava attraverso il relativismo delle convinzioni umane, la multi-sfaccettatura del reale, ovvero della dialettica dell’esistenza umana, tra “maschera” e “forma”.

Concetto ripreso, negli anni successivi, anche da Eduardo De Filippo.

E se indicessimo il Premio per i “DOVERI UMANI”?

Beh, penso che in tema di Candidati, in questo particolare momento che vive l’intera Umanità, il numero da selezionare diventerebbe estremamente più esiguo.

Comunque, smettiamola di “Commemorare” le vittime sacrificali sull’altare della retorica, incapaci come sono di esercitare i propri Diritti e “condanniamo” i carnefici di quelle violazioni!

Magari, premiando pubblicamente chi si adoperi per la tutela dei “cittadini”.

Questa, naturalmente, è la mia Opinione, quella di chi guarda alla politica con estrema equidistanza, depurata di ogni presa di posizione.

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica

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