Home Cultura & Società Emoundergrounds. Un percorso per la gestione dei beni culturali

Emoundergrounds. Un percorso per la gestione dei beni culturali

Iscrizioni entro l’11 novembre. A breve si accederà ai sotterranei per fare un salto nel passato 

Drammaturgia e animazione teatrale e museale per far rivivere i personaggi storici e leggendari del castello di Nardò, ma anche le origini storiche e filologiche dello stesso castello, le tecnologie e i metodi innovativi per la gestione del castello e dei suoi sotterranei e di altri beni culturali.

Sono questi i temi del percorso formativo previsto dal progetto Emoundergrounds che partirà nel mese di novembre e che è rivolto a professionisti, volontari, associazioni, cooperative, imprenditori, con l’obiettivo di formarli sull’utilizzo di tecniche e metodologie innovative per la gestione dei beni culturali.

Favorendo così possibilità occupazionali nel settore della valorizzazione del patrimonio culturale e dell’industria culturale-creativa.

Grazie al progetto Emoundergrounds il maniero costruito sotto il ducato degli Acquaviva d’Aragona nel XV secolo ospiterà a brevissimo un percorso suggestivo, tra storia e leggenda, nel passato della città.

I 560 mila euro ottenuti (dal programma di cooperazione europea Interreg V-B Adriatic-Ionian 2014-2020), infatti, hanno reso possibili interventi di promozione, valorizzazione e fruizione dell’immobile, che faranno del castello il centro dell’offerta culturale e turistica della città.

Il percorso formativo approfondisce la storia locale e quella del bene e le vicende dei personaggi che hanno legato la propria vita allo stesso bene; consente, inoltre, di apprendere nozioni di storia del teatro e di teoria teatrale, nonché di animazione teatrale e museale.

Infine, dedicherà una parte alle nuove tecnologie, alla gestione in chiave innovativa del patrimonio culturale e degli eventi.

L’attività didattica (su piattaforma web o in presenza) prevede lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche e interattive. La partecipazione è gratuita. Ogni sessione si concluderà con la consegna di un attestato.

Al link https://www.comune.nardo.le.it/it/news/avviso-pubblico-corso-gratuito-di-formazione-ed-educazione sono disponibili l’avviso pubblico con il dettaglio delle informazioni e il modulo di iscrizione, che va presentato entro giovedì 11 novembre.

“Prestissimo – annuncia l’assessora alla Cultura Giulia Pugliai neretini avranno la possibilità di scendere nei sotterranei del castello e fare un incredibile viaggio virtuale nel passato della nostra città.

Grazie a tecnologie avanzate, infatti, sarà possibile scoprire storie e leggende del castello e uno spaccato della storia di Nardò. La funzionalità in questa chiave del bene, ovviamente, ha il suo concreto risvolto in termini culturali e turistici.

Ma il progetto Emoundergrounds contempla anche occasioni come questo percorso formativo, che consente di acquisire competenze in un settore in forte crescita come quello della valorizzazione del patrimonio culturale e dell’industria culturale-creativa”

A breve i sotterranei del castello, dunque, saranno fruibili da tutti per la prima volta. Grazie ad ausili tecnologici e informatici, audio-guide, pannelli, realtà aumentata, simulazioni, applicazioni mobili intelligenti, schermi interattivi e proiezioni, i visitatori potranno fare un salto virtuale nel passato trovandosi a tu per tu con duchi e baroni o con prigionieri chiusi nelle segrete.

Un percorso emotivo che ha al centro la figura di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, il “Guercio di Puglia”, che era il figlio di Giulio I Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, e di Caterina Acquaviva d’Aragona, duchessa di Nardò, e che nell’estate del 1647 fu inviato dal regno di Napoli a domare la rivolta di Nardò. Gli ambienti interessati sono le terrazze di due torrioni (il più grande, che si affaccia su via Roma, e quello in corrispondenza del Museo della Città e del Territorio), destinate ad area multifunzionale (spazio per incontri e letture, angolo multimediale e area social) e per bambini, e soprattutto i sotterranei, dove sta per nascere un vero e proprio itinerario virtuale per scoprire la ricca storia del castello e, in parte, della città (il locale d’ingresso, da via Roma, sarà la “welcome area”).

Emoundergrounds (“emotional undergrounds”, sotterranei emozionali), com’è noto, vede Nardò capofila di una rete internazionale di infrastrutture culturali e rientra nel programma di cooperazione europea Interreg V-B Adriatic-Ionian 2014-2020.

Riguarda dieci partner di progetto e cinque partner associati tra Italia, Grecia, Croazia, Slovenia, Albania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina.

I primi sono, oltre al Comune di Nardò, i Comuni di Carpi (Modena), Andravida-Kyllini (Grecia), Ivancna Gorica (Slovenia) e Kukes (Albania), l’agenzia di sviluppo di Rijeka “Porin” (Croazia), l’istituto pubblico “Fortezza della Cultura” di Sibenik (Croazia), il centro regionale di sviluppo di Koper (Slovenia), l’organizzazione del turismo del Comune di Bar (Montenegro) e l’agenzia per lo sviluppo delle piccole e medie imprese di Trebinje (Bosnia-Erzegovina).

I secondi sono la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, la Fondazione Forte Marghera del Veneto, l’ente turistico di Rijeka (Croazia), il Comune di Komen (Slovenia) e il centro della cultura di Bar (Montenegro).

Il progetto, finanziato complessivamente con 2,8 milioni di euro, punta a sfruttare il fascino intramontabile di luoghi segreti e il mistero restituito da anguste stanze e bui corridoi del piano interrato di un maniero.

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