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Il sistema SPAC in agricoltura per carbon free

Una firma che potrà generare un’importante spinta verso la diffusione del modello SPAC ( Sistema Produttivo Agricolo Capitanata)

La finalità è l’aggregazione e la focalizzazione di una pluralità di energie presenti sul territorio per una transizione ecologica con baricentro sul sistema energetico carbon free.

La decarbonizzazione è l’obiettivo cui tendono tutti gli strumenti di pianificazione

  • PNIEC alla Strategia Nazionale di Lungo Termine sulla Riduzione delle Emissioni di Gas a Effetto Serra
  • PNRR al “FIT for 55”
  • Net Zero by 2050 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA).

La RETE SPAC ha firmato un’intesa di collaborazione per la decarbonizzazione in agricoltura con Alboran Hydrogen Srl una start up innovative nata due anni fa.

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ha identificato una serie di 17 obiettivi (Sustainable Development Goals, o SDG).

Tutti i sistemi agro-ecologici hanno un grande potenziale per contribuire a raggiungere gli SDG, sia a scala nazionale sia internazionale.

L’Agricoltura può e deve svolgere un ruolo chiave nel contrastare il cambiamento climatico.

Attraverso la fotosintesi è in grado di catturare la CO2 e trasformarla in un’ampia gamma di prodotti.

Incrementando questa capacità l’agricoltura può aumentare la propria produttività, ridurre le emissioni, salvaguardare la fertilità dei suoli.

Soprattutto catturando e sequestrando la CO2 fino a diventare a “ carbonio negativo” 

La Commissione europea, nella sua comunicazione “A Clean Planet for All ” che è il documento alla base della direttiva RED II sulle fonti energetiche rinnovabili ha indicato come essenziale il contributo del LU – LUCF (Land use, Land-Use Cange and Forestry).

Nel documento si osserva come i settori agricolo e forestale sono potenzialmente capaci di rimuovere fino a 300 milioni di tonnellate di CO2 annue dall’atmosfera.

Il meraviglioso mondo della fotosintesi che stocca la CO2 nel suolo sotto forma di sostanza organica.

Nel 2018 il settore agricolo italiano è stato responsabile dell’emissione di 38,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, pari al 9% delle emissioni totali del Paese.

Di questi 8,2 milioni di Co2 equiv.sono correlate a consumi energetici

L’agricoltura e la zootecnia non generano solo CO2 ma, soprattutto ammoniaca, metano e protossido di azoto.

La FAO ha evidenziato nella Carta del Carbonio Organico della Global Soil Partneship come il suolo agisce nel ciclo della CO2 come un moderatore dinamico degli scambi con l’atmosfera fornendo nutrimento alle piante e allo stesso tempo, capacità di stoccaggio di parte di quanto catturano e organicato con la fotosintesi sotto forma di sostanza organica.

Una strada importante è la “questione idrogeno

IL PNRR destina complessivamente 3,19 miliardi di euro a questo vettore energetico.

500 milioni sono destinati al recupero di aree industriali dismesse per riconvertirle alla produzione locale d’idrogeno e alla creazione di hydrogen valleys, ovvero comunità economiche e industriali sorrette dall’idrogeno, con una produzione prevista in questa fase di 1-5 MW per sito.

Sia chiaro che questo è un settore che ha bisogno di ricerca per sviluppare le tecnologie abilitanti, come le celle a combustibile per il motore a idrogeno. 160 milioni di euro sono destinati a tale fine.

Mentre sono previsti incentivi fiscali e una riforma che semplifichi gli iter autorizzativi e faciliti la diffusione delle soluzioni a idrogeno.

Rete Spac può dare un contributo fondamentale e pionieristico per quella più volte auspicata discontinuità nel Mezzogiorno d’Italia.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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