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Poesia. ‘Pane…Quotidiano’

Quotidiano

PANE E  QUOTIDIANO

la Poesia è per tutti, rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di M. Pia Latorre ed Ezia Di Monte.

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere.

In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Il 17 ottobre 1938 nasceva Leslie Allan (Les) Murray, poeta e scrittore australiano. Nato a Nabiac, Nuovo Galles del Sud, trascorre la sua infanzia in povertà, nella fattoria dei nonni. Rimasto orfano della madre, nel 1951, si deve occupare del padre malato e, dopo essere stato vittima di bullismo durante l’adolescenza, inizia a studiare all’Università di Sydney, dove entra in contatto con i giovani scrittori dell’epoca.

La sua prima raccolta di poesie esce nel 1965 e, da allora, ha pubblicato altre dodici collezioni di liriche, due romanzi in versi, numerosi saggi, oltre a curare sei antologie poetiche. Nelle sue opere Murray riflette sull’Australia post-coloniale, fornendo suggestioni di valore universale.

Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti si annovera un T. S. Eliot Prize nel 1996 e un Premio Mondello, nel 2004, come autore straniero.

Tra le sue opere di poesia tradotte in italiano ricordiamo: “Un arcobaleno perfettamente normale”, pubblicato da Adelphi, nel 2004.

Sporco di latta
In verità ti dico: Non
mi aspetto l’eternità. E so
che nessun verso vince la morte.
Cerco appena un segno
un ritmo che mi ridia
l’impercettibile respiro della terra.
Forse i capelli di Maria
sorella di Marta
che m’asciugano i piedi.
Perché tutte le poesie sono mortali
e quel che resta è forse
un profumo di nardo. E niente più.

(Traduzione di Giulia Lanciani)

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